VAL LASTARO: riprendono le esplorazioni

VAL LASTARO: riprendono le esplorazioni

Uno dei primi speleologi del Gruppo dei barbastrji: Guido Maria Agostini ci ha portati nel 2014 a vedere le grotte della Val Lastaro (Conco, Altopiano di Asiago) da lui esplorate una trentina di anni prima con speleologi del Gruppo Grotte Giara Modon. Da sempre in valle ne erano conosciute due: un bel pozzo di una ventina di metri di profondità (Buso dell’Asinello) e un maestoso canyon orizzontale lungo una quindicina di metri (Buso delle Frane). Una terza grotta li vicino, la Raissa Gorbaciova era stata scoperta ed esplorata da Guido e gli altri. Quest’ultima ha uno sviluppo di pochi metri ma nella sua riesumazione all’epoca vennero alla luce dei manufatti litici, soprattutto selci che gli studi e le successive campagne archeologiche fecero risalire al tardo epigravettiano (11.000 anni fa). L’area attorno alla grotta divenne sito a vincolo archeologico e le esplorazioni speleologiche si fermarono li anche per l’incorrere di vicissitudini personali degli esploratori. Durante il primo sopralluogo che vi abbiamo fatto noi barbastrji 26 anni dopo, pioveva a dirotto e abbiamo avuto la fortuna di osservare come il torrente che scende dalla vicina Val Biancoia si riversasse copioso nella Val Lastaro, allagasse l’area boschiva in prossimità del campo da calcio e andasse a scaricarsi dentro la Raissa Gorbaciova. Anche il Buso delle Frane doveva funzionare come inghiottitoio visti alcuni grossi tronchi di pino conficcati da passate piene nelle parti alte del meandro. Queste osservazioni e la vicinanza con la sottostante risorgente dell’Oliero unitamente al fascino indefinibile che questa valle possiede ci ha fatto intraprendere qui accanite esplorazioni, tutt’ora in corso. Ci siamo focalizzati soprattutto sul Buso delle Frane che sembra essere l’inghiottitoio principale della valle. Un duro lavoro fatto contro quanto l’acqua nei millenni ha accumulato, ci ha regalato qualche soddisfazione. Abbiamo portato lo sviluppo della grotta ad una sessantina di metri per lo più orizzontali e siamo davanti ad una continuazione. Non è stato facile capire che esploravamo dentro un grande canyon quasi completamente riempito di detriti e terra e tutte le vie che abbiamo trovato della grotta sono in realtà dei grandi ghirigori del soffitto. Siamo riusciti anche a documentare l’evento eccezionale di piena della grotta: un festone d’acqua attraversa il fondovalle, lo allaga quasi per un terzo e una grossa fetta del flusso finisce dentro il Buso delle Frane e ad altri inghiottitoi vicini. Se non ci fossero le grotte la Val Lastaro avrebbe grossi problemi di allagamento. Le nostre ricerche ci hanno permesso anche di scoprire quanto freddo sia il sottosuolo di Lastaro: pochi gradi centigradi sopra lo zero anche in estate. Questo è dovuto alla circolazione dell’aria che ad esempio al Buso delle Frane in Inverno porta in grotta il freddo dell’esterno che poi in estate ributta fuori. Una temperatura di 1-2°C a pochi metri dall’ingresso ad Agosto ci fa ipotizzare la presenza addirittura di un ghiacciaio sotterraneo. Il mistero intrigante di questo luogo magico si infittisce. Ora il testimone come si dice è passato a noi, vedremo fin dove riusciremo a portarlo.

 

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