Discesa delle grandi voragini di Cima Grappa

Discesa delle grandi voragini di Cima Grappa

08 gen. 2015 A Cima Grappa ci sono posti dove il reverenziale ed antico buio delle viscere della Terra si abbraccia con l'azzurrissima volta celeste di una splendida giornata di inverno come quella del 6 gennaio scorso. Così diversi ed apparentemente antitetici, i due mondi del "fuori" e del "dentro" della montagna diventano amanti perfetti, inseparabili ed invidiabili. E' in una giornata come questa che abbiamo scelto di stendere le nostre corde sulle pareti grigie e rosate che fanno da confine tra questi due mondi, laddove regna l'ombra dentro i corridoi delle città di roccia che coronano la cima del Grappa. Fuori dal passaggio dei sentieri e nascoste alla vista del frequentatore non speleologo della montagna, ci sono grandi voragini nella roccia, profonde fino a 20 m e larghe diversi metri. Nessuno sa ancora quali passaggi vi siano nascosti oltre i grandi blocchi che ne fanno da fondo, nessuno sa quali connessioni vi siano tra queste grotte e quelle più estese del Grappa che superano i 600 m di profondità e il chilometro di estensione. Già ci eravamo stati lo scorso settembre in occasione di un'escursione didattica rivolta a tutti, e già ci avevano incuriosito quando ci siamo passati vicino negli anni precedenti. Ora, con un bel gruppetto di ragazzi che volevano imparare ad armare, quindi ad attrezzare in sicurezza una grotta verticale, non poteva venirci un'idea più azzeccata di quella di calarci per questi grandi buchi. Un vecchio ed unico spit piantato su un sasso del ciglio di una delle voragini più grandi ci diceva che era stato sceso forse decenni or sono e senza prestare troppa cura nell'attrezzamento. Forse erano anni o decenni che nessuno speleologo si calava più la dentro. Le pareti dunque erano come vergini, bisognava armare da zero, una via nuova e sconosciuta persino a me che guidavo la compagnia. Insomma, il posto giusto per fare una palestra d'armo. Membri della squadra oltre a me: Massimo Santini, Silvia Carlesso, Guido Maria Agostini, Ludmila Harabajiu, Andrea Grigoletto e Luca Miotto. Siamo partiti con un po' di riserve per il timore di trovare un grande freddo invece ci si è presentata davanti una giornata magnifica quasi primaverile, direi... PERFETTA! Armati di trapani, ancoraggi e corde, via presto tutti dentro il bucone! Prima 6-7 m in appoggio sulla parete, poi una quindicina di metri nel vuoto. Che bravi tutti! Armo bello e veloce. Si pantano multimonti, si piantano spit, via a sbizzarrirci coi nodi mentre quella grande e forse per tanti anonima bocca nera diventa una fucina di risate. Che bella gironata che abbiamo passato insieme, incorniciata da un sempre magnifico e divino Grappa. Di lassù, qualunque cosa tu stia facendo ti senti come una sentinella del mondo sottostante e noi tra cielo e buio ci siamo sentiti un po' anche guardiani dell'ignoto.

Valentina Tiberi

 

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