In visita alla Grotta della Spipola nei gessi bolognesi

In visita alla Grotta della Spipola nei gessi bolognesi

27 feb. 2017  Ieri abbiamo avuto la possibilità di visitare la Grotta della Spipola, ospiti degli amici del Gruppo Speleologico Emiliano di Modena. Eravamo un gruppetto di speleologi provenienti da parti diverse d'Italia visto che ci hanno raggiunto anche amici da Pisa e da Napoli. Guidati dal bolognese Aurelio Pavanello che ha fatto la storia della speleologia Italiana e del soccorso speleologico, abbiamo visto un pezzo di una cavità di dimensioni chilometriche, prevalentemente orizzontale e di facile progressione, interessantissima dal punto di vista geologico. La successione di rocce gessose che dal bolognese formano un cordolo più o meno continuo fino alla Sicilia sono i resti di un fondale marino di un antico Mediterraneo che a seguito della chiusura tettonica dello stretto di Gibilterra ha subito una forte evaporazione con conseguente discesa del livello del mare e deposizione di minerali tra cui anche gesso. Ciò che mantiene in vita il Mediterraneo è, idrologicamente parlando, l'Oceano Atlantco per mezzo di Gibilterra. Movimenti tettonici circa 6 milioni di anni fa hanno chiuso lo stretto rendendo impossibile all'apporto fluviale di mantenere le condizioni idriche del bacino. E' stata chiamata "crisi di salinità del Mediterraneo questa fase del nostro recente tempo geologico. Ora le spinte tettoniche hanno portato il gesso ad emergere fino a formare l'Appennino e le acque meteoriche con il loro lento scorrere continuano a sciogliere queste rocce scavando grotte importanti. Sono grotte diverse da quelle che abbiamo in Veneto perchè le rocce sono diverse e danno origine a morfologie diverse. Ieri dei barbastrji eravamo io, Maurizio Mottin, Aurora Costenaro ed Elena Giachin. Alla Grotta della Spipola si accede dalla grande dolina del Parco coronata di casette e famiglie che scelgono questo spicchio di natura, bello e curato, per fare un picnic domenicale o una tranquilla passegiata alle porte di Bologna. Un portone d'ingresso regola gli accessi e garantisce la protezione della grotta. Solo i pipistrelli e gli animali non umani frequentatori abituali delle grotte possono entrare dalle apposite fenditure. Abbiamo fatto un percorso caratterizzato da grandi ambienti con soffitti ricchi di "mammelloni" morfologie tipiche dei gessi. La roccia è fatta di cristalli traslucidi che a volte sembrano vetro delle dimensioni di qualche centimetro chiamate in gergo tecnico "gesso selenitico". Diversi pipistrelli e una nottola sostano in piu punti del soffitto dove canali di volta creano degli effetti ottici molto particolari. La grotta è abbastanza secca e ci sporchiamo con il famigerato "fango dei gessi" solo nel meandro elicoidale dove staziona qualche pozza d'acqua. Pavanello ci racconta della storia della grotta usata in tempi di guerra anche come rifugio per i civili mostrandoci gli adattamenti fatti in quell'epoca. Non mancano i racconti frutti dell'eperienza di una vita e di una speleologia ormai lontana e queste storie impreziosiscono la visita di scenari che oggi sono difficili da immaginare. L'uscita dalla grotta avviene sotto un caldo sole che ci mette in maniche corte e ci fa pranzare all'aperto. Decidiamo di fare una pausa pranzo un po' spartana e veloce per poi vedere le vicine "bolle di gesso". Cioè dei rigonfiamenti della roccia gessosa per cause naturali. Per uno speleologo che non conosce il carsismo nei gessi potrebbero passare, queste cavità, per il frutto di una normale dissoluzione, invece sono dei veri e propri "scollamenti" e rigonfiamenti della roccia. Dalla cresta della bolla più alta si vede Bologna subito sotto e fa quasi strano il netto limite fra città e natura. Da Marostica, da Modena, da Napoli e Pisa, seduti su questi dossi gessosi sotto un caldo sole non possiamo che fermarci a chiacchierare per un bel po' per raccontarci cosa succeda ciascuno nella nostra piccola realtà locale. Ricordiamo anche i più divertenti aneddoti che abbiamo vissuto insieme durante i corsi che ci vedono tutti gli anni come istruttori della SNS-CAI. Un bel bicchierone di birra sancisce il nostro saluto prima di ripartire per direzioni opposte. Davvero una bella ed interessante giornata. Ringrazio tutti e soprattutto l'amico Gianluigi Mesini di Modena per questa opportunità. Valentina Tiberi

 

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