Febbraio 2014

 

Inizia il ciclo di lezioni teoriche del programma 2014 di formazione speleo continua del G. S. CAI Marostica

26 feb 2014 - Giovedì 27 febbraio h 21 si terrà presso la sede CAI Marostica (VI) la prima delle lezioni di speleologia che, con cadenza mensile, verranno svolte dal Gruppo Speleologico CAI Marostica i barbastrji nell’ambito del programma 2014 di FORMAZIONE SPELEO CONTINUA, destinato sia a speleologi già in attività sia a tutti coloro che si apprestano ad avvicinarsi al mondo delle grotte.

Questi appuntamenti mensili teorici, a partecipazione libera, toccheranno diversi temi della speleologia. Giovedì 27 si inizierà con una lezione su organizzazione di un’uscita in grotta, prevenzione degli incidenti e soccorso speleologico, relatori: Valentina Tiberi e Maurizio Mottin, Istruttori Nazionali di Speleologia della SNS-CAI e Tecnici del Soccorso Speleologico Veneto. Queste serate di incontri teorici faranno da supporto alle uscite pratiche sia in grotta sia in palestra che il Gruppo continua ad organizzare con cadenza di almeno un’uscita al mese.
Il Gruppo Speleo del CAI Marostica infatti porta avanti ormai da un anno un innovativo programma di didattica speleologica sperimentale rivolta sia a chi è già speleologo sia a chi non lo è, organizzando uscite tematiche in ambiente e lezioni teoriche durante tutto l’anno, aperte sia ai soci che ai non soci CAI, la maggior parte delle quali a partecipazione libera.
Per maggiori info e per partecipare al ciclo di lezioni teoriche che avranno inizio giovedì 27 febbraio, contattare l’INS Valentina Tiberi: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo." style="outline-width: 0px; font-size: 16px; color: #6666cc;">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  Cel. 333-4961125

 

La primagrotta nonsi scorda mai... 

25 feb 2014 - Dopo anni e anni passati ad avventurarmi tra le mie amate montagne, ci voleva un nuovo stimolo. Ecco che ho conosciuto lei, la speleologia. 
Un mondo sconosciuto ai più, visto con diffidenza, anche dagli alpinisti che credono che le montagne offrano tutto ciò che serva per comprendere l'essenza della natura. Ma mi sbagliavo.
Scalando montagne non si fa altro che esplorare la superficie della Terra, dove il paesaggio cambia di poco. Nelle sue viscere invece, si nasconde un mondo infinitamente complesso, molto di più di quello che possiamo immaginare, dove l'ambiente muta costantemente e all'improvviso offrendo a volte degli scenari a dir poco incredibili.
Le sensazioni che ho provato son state molto intense, mi è sembrato d'essere un bambino che apre per la prima volta gli occhi.
Muoversi in posti assai stretti dove ho avuto l'impressione di essere abbracciato dalla natura, e all'improvviso ti si spalanca il buco dove strisciavi, e sei in un enorme salone. Scendere con la corda sospeso nel vuoto in abissi neri dove non ne vedi la fine, e quando spegni la lampada e attorno a te non hai nessuno, sei immerso nel buio assoluto e senti di far parte della natura.

Francesco Pistollato, alpinista e fotografo

Impressioni seguite all'uscita all'Abisso Est organizzata dal Gruppo il 15 febbraio scorso, durante la quale abbiamo avuto il piacere di avere con noi Francesco che proprio in questa occasione, la sua prima esperienza in grotta, è arrivato addirittura alla profondità di 200 metri.

 

In cerca di nuove grotte a Pradipaldo approfittando del sole

25 feb 2014 - Approfittando di un'oretta libera pomeridiana e forse di un ultimo pomeriggio di sole, oggi io e Maurizio Mottin siamo andati a cercar nuove grotte presso Pradipaldo (Marostica, VI), in una zona boschiva indicataci dall'amico Alberto Barausse. Il giro è stato breve e meriterà in futuro un secondo sopralluogo per frugare bene con lo sguardo negli angoli che oggi ci sono rimasti nascosti anche perchè richiedono l'ausilio di attrezzature e corde per addentrarvici, tuttavia  non sono mancate emozioni e sorprese. Ci siamo trovati davanti infatti ad un contesto geomorfologico inaspettato e particolare caratterizzato da un'idrografia ormai relitta e segni di un carsismo complesso, mascherato dalla bellica mano plasmatrice dell'uomo. Le grotte naturali, promesse da tante forme del paesaggio non si sono lasciate trovare infatti però ci siamo imbattuti in una intrigante galleria militare dall'accesso quasi totalmente occluso da un accumulo di detrito. L'ispezione di questa cavità ci ha offerto uno splendido gioco di pieghe rocciose che hanno coinvolto strati calcareo-selciferi, mentre in una nicchia in mezzo a questi, un pipistrellino dorme ancora nel suo letargo. Purtroppo non avevamo con noi i giusti impianti luce per scattare belle foto dell'interno di questa spaziosa cavità nella quale si potrebbe spiegare tutto un programma universitario di sedimentologia e tettonica e geologia strutturale! Ne terremo comunque conto al prossimo giro sul posto, quando raccoglieremo dati per comprendere come funziona il deflusso superficiale e sotterraneo di questi versanti davvero particolari dal punto di vista geomorfologico. 

Valentina Tiberi

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Che avventura aspetta i ragazzi dell'Alpinismo Giovanile!

23 feb 2014 - Anche quest'anno la Sezione CAI di Marostica rinnova l'impegno preso nella formazione dei ragazzi con un programma ricco e variegato, volto a far conoscere la montagna nei suoi vari modi di percorrerla e viverla. Quest'anno in particolare il tema scelto dal Gruppo Aquile: SOTTO-SOPRA,  rivolto a ragazzi dai 14 ai 17 anni, riguarda molto da vicino il nostro Gruppo Speleo. Si alterneranno infatti uscite di tipo alpinistico, per far conoscere "il fuori" del territorio ad uscite in grotta per scoprire cosa si cela nel cuore delle nostre colline marosticensi. Queste uscite speleo che ci vedono coinvolti in prima persona, non saranno solo visite ad alcune grotte di Marostica ma costituiranno un vero e proprio laboratorio di "geografia dell'acqua". I ragazzi infatti verranno impegnati nella ricerca di alcune cavità note che dovranno rintracciare utilizzando strumenti cartografici quali bussola, carta e GPS, orientandosi in un paesaggio articolato in valli, torrenti, scarpate rocciose che dovranno scendere con tecniche speleologiche...

Oggi i nostri speleo Valentina Tiberi e Maurizio Mottin, insieme ad Assunta Zanuso e Michele Torresan (il nostro Presidente di Sezione) hanno fatto un sopralluogo nella zona dove verrà effettuata la prima uscita speleo delle Aquile: I Gorghi Scuri. Partiti da Capitelli, il gruppo è sceso nella Valle del Valletta raggiungendo la prima grotta-sorgente, le cui acque si gettano in questi giorni anche sulla strada chiusa al traffico motorizzato che risale la valle e porta verso il percorso "Camminata verso Pradipaldo" e Gorghi Scuri. Pochi sanno o immaginano che quel torrente emerge da una piccola bocca nera nella roccia, nascosta in mezzo ad una fitta vegetazione. Di là, è proseguita la risalita della valle attraversando le acque ancora copiose dei torrenti fino al punto dove si lascia il sentiero e ci si cala nel bosco per raggiungere il Buso del Salvanello. Un percorso avventuroso che prevede l'attrezzamento con corde che si susseguono fino ad entrare in quest'altra grotta-sorgente esplorata per quasi 80 metri di sviluppo. Chi si avvicinerà per primo all'ingresso di questa cavità potrà farsi stupire dal decollo di un enorme rapace a cui piace stazionare in questa grotta. Il raggiungimento del Buso del Salvanello sarà la parte probabilmente più emozionante dell'intera giornata per i nostri ragazzi delle AQUILE che saranno tra i pochi fortunati che avranno avuto la possibilità di accedere a questa grotta che pochi conoscono. 

Insomma, ragazzi dell'Apinismo Giovanile del CAI Marostica, vi aspetta davvero un'avventura entusiasmante a marzo prossimo, un giro non comune, ricco di emozioni e belle sorprese, alla ricerca di grotte nascoste che potrete raggiungere diventando speleologi per un giorno, quindi provando anche l'emozione di calarsi con le corde da luoghi in cui non avreste mai pensato di passare. 

Ecco alcune immagini dal sopralluogo di oggi

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Grotta della Maestrina, Rubbio... Wow!

23 feb 2014 h 01,42 - Sono stanca, è tardi, domani ritornerò in grotta ed ho una macchina traboccante di sacchi infangati che entro lunedì mattina devono tornare puliti ma, come faccio a non mettermi giù a raccontare un pomeriggio direi magico, entusiasmante, ricco di emozioni? Non posso allontanarmi ancora di più da quanto vissuto oggi e perdere così "il momento" che ormai sta già passando per trasmettere queste ultime ore di cui mi sono letteralmente ubriacata? Se ci aggiungiamo poi la rossa media bevuta al Rubens e della quale risento ancora i benefici effetti, l'impresa di scrivere diventa ancora più ardua! Ma andiamo con ordine! 

Oggi, il nostro caro amico speleo Andrea (Icio) Grigoletto di Bassano, divenuto ormai uno tra i più attivi membri del nostro Gruppo dei barbastrji, ci ha portati in una delle grotte da lui individuate ben oltre 15 anni fa, in zona Rubbio (VI). A questa grotta, da lui chiamata "della Maestrina", si accede calandosi in un buco inizialmente molto stretto, che più giù si allarga  e scende per quasi 20 metri di verticale mostrando bellissime morfologie di corrosione dell'acqua. In un punto questo primo pozzo ha la forma perfetta di un cilindro, mentre più già sviluppa piccoli terrazzini che in tempi ormai geologici davano origine sicuramente a bellissime cascate d'acqua sotterranee. Prima di noi negli anni precedenti, la grotta è stata esplorata e visitata da alcuni speleo di Valstagna e di Bassano che l'hanno scesa parrebbe fino ad una profondità di 40 metri, attrezzando più di una verticale ed arrivando ad arrestarsi davanti ad una fessura impenetrabile. Scopo di questa nostra uscita di oggi è quello di scendere questa grotta e vedere come procedere in futuro nella sua esplorazione. Siamo in 5: Io, Maurizio (Buba) Mottin, Silvia Carlesso, Massimo Santini e naturalmente Andrea, una bella squadra barbastrjesca!. Tra una cosa e l'altra arriviamo a Rubbio, nel posto dove lasceremo le auto per proseguire a piedi, solo verso le 15. Il meteo ci ha graziato sottraendoci dalla pioggia delle ore precedenti ma una fitta nebbia abbraccia a tratti i boschi entro cui dovremo ritrovare la grotta. Ardua impresa pensiamo tutti!. Va beh in qualche modo faremo... 

Ricordo ancora l'emozione che ho provato quando sono scesa dalla macchina e mi sono immersa un attimo in mezzo agli alberi: wow! Che posto! Che posto mamma mia! Un bosco che trasudava di ... di... Non c'è stato passo che non abbia fatto senza aspettarmi di intravvedere qualcosa di non umano e non animale attraversare i profili degli alberi. Ecco, lo sapevo! Ormai il momento l'ho perduto e sento che è praticamente impossibile esprimere quello che ho provato! La grotta avrebbe dovuto trovarsi ad una decina di minuti da dove avevamo fermato le auto. Ci siamo incamminati risalendo una valle, il primo dubbio alla prima biforcazione... Erano 15 anni che Andrea non tornava là, tutto era cambiato ed i ricordi trovavano una difficile corrispondenza nel paesaggio che stavamo attraversando. In un altro momento mi avrebbe preso un po' di sconforto pensando che quella grotta non l'avremmo mai trovata ma più mi immergevo in quel bosco più lo scopo della giornata perdeva importanza. Il cuore si stava ubriacando di una gioia indefinibile, una gioia che non derivava dall'aver ottenuto un possesso su qualcosa, che non derivava dall'aver raggiunto un qualche obiettivo... quei boschi erano particolari e quell'uscita aveva già meritato di essere stata fatta solo per quei primi 10 minuti di salita in quella valle. E poi, ancora quella sensazione di una vita che non si vedeva ma si sentiva, tanto che quando Maurizio mi sbucò fuori all'improvviso ho pensato che una di quelle presenze si fosse concretizzata. Inebriata da queste sensazioni forse non cercavo più nemmeno il buco; non così era per gli altri forse che iniziavano a perdere le speranze. Pochi minuti dopo tuttavia, dopo esserci sparpagliati un po' per avere più possibilità di riuscita, Maurizio grida di aver trovato la grotta e subito dopo Massimo gli fa eco urlando di aver trovato anche lui un buco! Ancora parole da Maurizio che ci dice di trovarsi davanti ad un branco di oltre 20 mufloni che gli stanno sfilando davanti, ma che solo lui da là riesce a vedere purtroppo.

Andrea conferma che il buco trovato da Maurizio è la Maestrina. Lasciamo i sacchi lì vicino e raggiungiamo Massimo che già stava rimuovendo alcune pietre per poter sbiricare dentro alla cavità da lui trovata. Bello! Fissata la sua posizione per tornarci piu tardi, ritorniamo alla grotta di Andrea ed iniziamo a fare tutto quanto è necessario per scendere in sicurezza. Ovviamente tocca allo scopritore fare gli onori di scendere per primo, cosa che si rivela lenta a causa del tanto materiale che ci è finito dentro negli anni. Andrea scende lentamente bonificando il pozzo e nell'attesa qualcuno di noi si diverte ad imparare i paranchi, qualcunaltro fa un giro là attorno in cerca di altre grotte o solo per godersi il bosco. Ce ne dovrebbero essere almeno due di grotte note là vicino e non tardiamo ad individuarle. Una di queste scende con una verticale di oltre 20 metri. 

Andrea ormai è sceso, nascosto alla nostra vista dalle anse ed asperità del pozzo, noi aspettiamo ancora mentre due cagnoni neri sbucano dal nulla ed imperterriti, quasi come se neanche esistessimo ci passano davanti, l'uno di fianco all'altro e risalgono il versante... che strana visione. 

L'attesa è lunga, la discesa richiede piu tempo del previsto così Silvia e Massimo decidono di andare a lavorare al buco individuato prima da Massimo. 

Passano ormai 2 ore quando vediamo Andrea risalire. E' arrivato, ci dice, ad un punto in cui alcuni blocchi ostruiscono il passaggio. A quel punto tocca a me scendere. Atterro dopo una quindicina di metri di calata, sul posto indicato da Icio. Si, c'è solo un buchetto impraticabile sul fondo del pozzo eppure la grotta non finisce là. Inizio a lavorare di piedi per spostare qualche sasso finchè tutto il tappo di massi e detriti rotola nel vuoto e la via è di nuovo aperta. La verticale continua ma di quanto non si riesce bene a vedere, la morfologia è piuttosto articolata. Pianto un multimonti per frazionare la calata e mi infilo tra un masso e la parete del pozzo. Sotto, il vuoto si espande e lascia vedere almeno 15 metri più giù un pavimento di detrito. Ok, si và giù! Anche se è tardissimo e a quell'ora avremmo già dovuto essere sulla via del ritorno. Nel frattempo scende anche Maurizio. Scendo scendo e arrivo in un punto in cui la grotta si allarga e mi emoziona tremendamente.  Dal punto dove tocco i piedi per terra sul detrito ci si affaccia su un'altra verticale che scende dall'alto e dà su una grande sala che sembra avere almeno due punti di prosecuzione. Praticamente arrivo in un punto in cui due "pozzi" paralleli si uniscono. Che ambienti, accidenti, bellissimi, imponenti. Uno spit su una perete e l'impronta di uno scarpone evidenziano il passaggio dei miei predecessori. Mi affaccio letteralmente da questa finestra che assomiglia tutta all'affaccio di un balcone  e rimango un po' là ad osservare gli ambienti che, nella loro maestosità comunque mi trasmettono un bel senso di sicurezza e calore, prima di decidermi a risalire per tornare a casa visto il ritardo che già avevamo accumulato. Ci torneremo presto! Questo è sicuro! Andrea ci ha portati proprio in una grotta spettacolare che non sappiamo ancora cosa ci può riservare! Che bella! Che grotta! Wow! 

Sono l'ultima ad uscire, completamente bagnata a causa del forte stillicidio e completamente ricoperta del fango raccolto nel punto piu stretto del pozzo. Che grotta! Continuerò a ripetermi questa frase per tutta la sera ed anche ora, sul sentiero per tornare alle macchine, sotto un cielo alternativamente stellato e... wow!!! una volta affacciati su un punto panoramico che dà sulla pianura, un corpo luminoso ci sfreccia davanti esaurendo la sua luce poco dopo. Una specie di stella cadente moooolto grande e mooolto vicina, che forte! Va aggiungendosi alla magia della giornata. Penso che  il nostro speleo astrofilo Guido Maria Agostini avrebbe saputo darci una spiegazione rigorosa del fenomeno se fosse stato con noi e sicuramente ci avrebbe fatto notare la cintura di Orione ed altre cose di quel cielo stupendo e prepotentemente stellato. 

Noi invece non ci siamo soffermati più di tanto visto il freddo che incominciava ad incalzare e cambiati in tutta fretta siamo ripartiti alla volta della Pizzera Rubens dove abbiamo concluso degnamente la giornata, davanti ad una buona pizza, una birra e buona musica. La cosa buffa è che anche là in pizzeria abbiamo avuto occasione di fare speleologia! La signora proprietaria del locale infatti ci ha raccontato di una spelonca nascosta sotto le mura del locale e ci ha fatto affacciare sopra a quella che probabilmente nei secoli scorsi era una bellissima e fonda ghiacciaia artificiale, ora ristrutturata e visibile da un oblò nel pavimento. Che storia! fantastico! fantastico, fantastica tutta questa giornata passata ridendo in continuazione e vivendo una natura antica, estasiante, grazie infinitamente a tutti! 

Valentina Tiberi

1Andrea Grigoletto mentre scende per primo la Grotta Maestrina

 

In partenza per Rubbio (VI)! 

22 feb 2014 h 10,30 - Ultimi preparativi: corde, ancoraggi, trapano, materiale per la documentazione fotografica e tra un po' si parte! Alla volta di una vecchia grotta tra Rubbio e Pradipaldo, nella quale l'esplorazione al suo fondo è in sospeso da anni. Scenderemo una serie di verticali fino a raggiungere circa 40 metri di profondità... niente praticamente rispetto a quanto sembrerebbe promettere questa grotta. Oggi siamo una squadra di 5 speleologi ma ci porteremo con noi anche il pensiero degli amici che per impegni di diversa natura non saranno dei nostri. Chi vorrà sentire com'è andata curiosando in questa nostra pagina dovrà attendere forse domenica sera, quando saremo ormai rientrati da qualche ora da un altro sopralluogo, questa volta però ai Gorghi Scuri (Marostica) previsto proprio per domani, in vista di un'uscita ormai alle porte con i ragazzi dell'Alpinismo Giovanile della nostra sezione CAI. 

Buon sabato e buon week end a tutti, speleo e non!

Valentina Tiberi

G S CAI Marostica i barbastrji 

 

 

Barbastrje e barbastrji sotto l'Altopiano del Faedo

18 feb 2014 - Cosa fanno due donne nel cuore del Monte Faedo? Speleologia! Ma è chiaro! E non è certo una novità! Anche se non manca mai di incappare ad ogni visita in grotta in qualche sparuto incredulo dalla curiosità e stupore sempre vivaci per la vista di donne speleologhe. Oggi le nostre "barbastrje" Silvia Carlesso e Valentina Tiberi hanno passato una mattinata poco casalinga al Buso dea Pisatela per svolgere un'esercitazione di tecnica speleologica tutta al femminile. Una bellissima mattinata nella grotta che costituisce uno degli accessi per un sistema sotterraneo lungo ormai quasi 40 km: il sistema Buso della Rana-Buso de Pisatela. Meravigliosi ad ogni visita i pozzi naturali che si intervallano alle strette anse di un antico canyon meandriforme che un tempo, chissà quando, era attivo e fragoroso di flutti, per poi giungere nella sala dove si inizia a risalire e dove, come sempre stazionano alcuni pipistrelli, come quello ripreso nelle foto sottostanti. 

Questa grotta del Faedo ricorda il Buso delle Anguane qua a Marostica; chissà che un giorno la nostra marosticense "Pisatea" non arrivi anche lei a toccare gli ormai oltre 8 km di questa bellissima ed accogliente grotta nascosta sotto l'Altopiano del Faedo. Le premesse non mancano... L'ultima volta le nostre barbastrje Valentina e Silvia hanno proprio continuato l'esplorazione nelle parti più profonde della grotta, dove un accumulo di blocchi ostruisce il passaggio verso una via sotterranea che nessuno conosce ancora ma che promette di arrivare lontano. Anche qui, simpatici piccoli pipistrelli se ne stavano solitari e raccolti a qualche gancio naturale del soffitto, aspettando la bella stagione per risvegliarsi e riprendere una fervente attività. 

Le foto sotto sono state scattate oggi in fretta per evitare di svegliare i nostri piccoli e simpatici amici chirotteri. Uno scatto veloce per documentare la visita odierna delle nostre barbastrje al Buso dea Pisatea, poi via verso il rientro a casa, in salita, su corda prima e lungo uno stretto cunicolo poi, verso l'uscita della grotta.  

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Lavoro continuo alle grotte di Marostica!

16 feb 2014 - Oggi ben due squadre hanno lavorato in contemporanea in due grotte diverse del marosticense: una al Buso delle Anguane di Crosara ed un'altra alla Grotta d'Estate in Val d'Inverno. Il Gruppo Speleo CAI Marostica I barbastrji ha organizzato infatti per questa giornata, la rivisitazione di un vecchio cunicolo e nuove operazioni di rilievo topografico al Buso delle Anguane per correggere gli errori commessi dai vecchi esploratori della grotta e poter fare considerazioni più appropripriate sullo sviluppo di questa cavità. Hanno fatto parte della squadra: Maurizio Mottin (G.S. CAI Marostica I barbastrji), Blanca Cordero, Michele Magi e Ciro Bartolini dello Speleo Club CAI Forlì e Davide Michele Strapazzon del G S Geo CA Bassano. La seconda squadra invece ha proseguito l'esplorazione alla Grotta d'Estate ed è riuscita finalmente a sbirciare oltre la base della cascatella dove il "conosciuto" è fermo da anni. Piero Manghisi, Valentina Tiberi e Silvia Carlesso de" i barbastrji" e Massimo Santini (Scorzè), si sono affacciati su nuovi ambienti sotterranei della Val d'Inverno e vi stanno tutt'ora portando avanti l'esplorazione per riuscire a vedere qualcosa di più oltre una nuova stretta sezione del torrente sotterraneo che esce dalla grotta. Ciò che l'occhio umano degli esploratori ha saputo cogliere oggi è stato un bellissimo soffitto tondeggiante di ambienti mai esplorati prima e la limpidezza argentea di una vasca sotterranea colma d'acqua... Il resto ve lo raccontiamo alla prossima puntata.

Valentina Tiberi

massimo Massimo Santini in esplorazione alla Grotta d'Estate 

 

 

Giù a -180 m all'Abisso Est con gli amici dello Speleo Club CAI Forlì

15 feb 2014 - Grandiosa ed intrigante grotta, l'Abisso Est di Campo Rossignolo, poco più a monte di Lusiana (VI) non poteva non essere la grotta giusta per far conoscere agli amici dello Speleo Club CAI Forlì un pezzetto di ciò che si nasconde sotto le nostre montagne  vicentine! Con i suoi oltre 300 metri di profondità questa grotta si attesta sicuramente tra le più belle ed emozionanti delle nostre Prealpi. Così, in occasione di una visita dei nostri colleghi ed amici speleo forlivesi Blanca Cordero, Michele Magi, Alberto Biscotto e Ciro Bartolini, il Gruppo Speleo CAI Marostica I barbastrji ha organizzato una discesa in questo abisso fino alla profondità di - 180 metri. Insieme a loro, i nostri speleo marosticensi: Valentina Tiberi, Maurizio Mottin, Marika Cogo, Chiara Corrà, Marina Presa, più speleo provenienti dal Gruppo Speleo Geo CAI Bassano: Luca Miotto, Andrea Grigoletto e Ludmilla Hahabajiu, lo speleologo dell'Unione Speleologica Pordenonese CAI Stefano Trevisan e i due alpinisti Francesco Pistollato e Caroline Schmitt per la prima volta alle prese con un'esperienza speleologica in un abisso! Un bel gruppo di 15 speleologi che si sono lasciati emozionare dapprima dal percorso sulla neve per raggiunggere la grotta: 30 minuti di ciaspolata in mezzo a bellissimi boschi d'altri tempi, poi, dalle grandi nere verticali della grotta percorribili -ovviamente- solo con tecniche speleologiche di salita e discesa su corda. Tra queste la prima merita sicuramente una nota particolare. La grotta infatti presenta due ingressi dai quali ci si "cala" in un salto di circa 90 metri. Questi due pozzi paralleli sono anche comunicanti tra loro ed offrono, grazie alla luce dell'esterno che filtra al loro interno, degli scenari di maestosa grandezza, difficili da descrivere. 

Il folto gruppo di speleo è entrato in grotta verso le 10 del mattino di sabato e solo verso le 19 gli ultimi ne sono usciti. Brava Ludmilla che ha effettuato il disarmo totale della grotta e bravi tutti coloro che hanno fatto da istruttori e docenti seguendo i meno esperti. Tra questi Francesco e Caroline hanno compiuto davvero un'impresa, scendendo con noi a simili profondità come prima esperienza speleologica! Una performance quasi da record ma ciò che più conta è che entrambi hanno saputo superare i loro limiti, mettendosi alla prova con vecchi traumi o paure preconcette. Bravi! 

Un doveroso ringraziamento anche ai nostri Maurizio Mottin e Valentina Tiberi e a Davide Michele Strapazzon del Geo Bassano per il sopralluogo effettuato nella giornata di venerdì per verificare le condizioni della neve e per un prearmo parziale della grotta. Ecco qualche scatto di questa visita all'Abisso Est.

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Emozioni in corda sospesi sulla Valgadena

09 feb 2014 -  Ore 8, appuntamento all'uscita di una grigia Valgadena. Piove ma il tratto da fare a piedi per raggiungere il "Cogoeon" richiede solo pochi minuti. Siamo in nove, due sacchi a testa di corde, ancoraggi ed attrezzature e ciascuno con la sua personale emozione per la giornata che stiamo per vivere. Qualcuno è venuto qua da Marostica, altri dal trevigiano, da Scorzè, da Bassano, da Montecchio Precalcino e Camposampiero. Il Gruppo Speleo CAI Marostica ha organizzato una giornata di esercitazioni su corda per imparare o migliorare la tecnica speleologica in quella che è una delle più spettacolari palestre di roccia della regione: il Cogoeon di Valgadena, un grande cavernone che si affaccia sull'omonima valle, dove si possono trovare pareti attrezzate proprio per la progressione speleo su corda. Con un "tetto" sulla testa siamo sicuri di poter svolgere le nostre attività anche in concomitanza con eventi piovosi intensi. 

Oltre a me, Maurizio Mottin, Marina Presa, Andrea Grigoletto, Luca Miotto, Massimo Santini, Francesco Pistollato, Valentina Bonato e, a sorpresa, ci fa l'onore di essere dei nostri la grande alpinista franco-vicentina Caroline Schmitt venuta per provare le nostre tecniche di grotta. E' la prima volta anche per Valentina, trepidante nell'attesa di essere sospesa nel vuoto attaccata ad una corda. Valentina ha partecipato domenica 26 gennaio all'escursione che abbiamo organizzato alle grotte di Marostica e dopo aver percorso in questa occasione quasi un chilometro nel sottosuolo marosticense, camminando, arrampicando, strisciando e gattonando, vuole vedere cosa riservano le verticali delle grotte, percorribili in sicurezza solo dopo aver acquisito un'adeguata preparazione tecnica. Nella prima foto riportata sotto è ripreso proprio un momento della sua prima discesa su corda, prima impegnata con una tratta di qualche metro, poi determinata a cimentarsi anche nei tiri di oltre 15 metri. Una giornata piena per lei che fino alle 16, ora di chiusura delle attività, non ha mai voluto smettere di andare su e giù per le corde, sia per i più esperti di noi alle prese con armo e tecniche speciali. Tra un tiro e l'altro Francesco, che è un fotografo professionista cattura qualche scatto, destinato a farsi apprezzare come quelli fatti nella palestra che abbiamo abbiamo organizzato a dicembre scorso, alcuni dei quali visibili nel MENU qua a sinistra "Palestre di roccia". 

Le esclamazioni entusiaste di una Caroline che non la smetteva più di volteggiare appesa ad una corda, i momenti di silenzio certamente carichi di una non minore emozione di Valentina e Francesco alle prese con un'esperienza nuova; le acrobazie, le risate, gli utili consigli degli altri amici Luca, Massimo, Maurizio, Andrea e Marina, rivelatisi ancora una volta degli ottimi docenti, mi hanno lasciato impressa nella mente un quadro colorato e frizzante di questa giornata particolare. Davvero un Grazie a tutti e...  appuntamento la prossima settimana in grotta!

Valentina Tiberi

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Ultime esplorazioni a Marostica

07 feb 2014 - Negli ultimi 10 giorni, unitamente ai sopralluoghi a grotte-sorgenti per raccogliere un'adeguta documentazione degli ultimi eventi idrologici, il Gruppo Speleologico CAI Marostica i barbastrji ha proseguito le esplorazioni in alcune grotte del marosticense, in particolare al Buso delle Anguane a Crosara e alla Grotta d'Estate in Val d'Inverno, individuando nei pressi di Vallonara anche l'ingresso per una nuova grotta da esplorare. Piano piano stiamo avanzando verso nuovi ambienti sotterranei dove nessun uomo ha mai messo piede prima, scoprendo situazioni ambientali davvero incredibili, come quelle ritrovate al Buso delle Anguane. Durante l'ultima uscita a questa grotta infatti, abbiamo riscontrato condizioni di grande secca, nonostante il prolungato evento piovoso dell'ultimo periodo. E' incredibile se pensiamo che lo spessore di roccia che separa quegli ambienti dall'esterno è talora solo di pochi metri. Sembrava davvero di essere entrati in un altro mondo, completamente svincolato da quello esterno. Sappiamo bene però che si tratta solo di un' impressione: il "fuori" ed il "dentro" delle nostre colline e montagne sono sempre intimamente legati. Le forti correnti d'aria che ci investivano mentre stavamo esplorando ne sono ulteriore dimostrazione, oltre ad essere un importante indizio della presenza di nuove vie da percorrere oltre i luoghi che già conosciamo sotto di noi.

Ringrazio infinitamente tutti gli amici e compagni del Gruppo con i quali stiamo portando avanti un grosso lavoro di riscoperta del nostro territorio. Insieme abbiamo ridato impulso ad una ricerca speleologica che si era spenta producendo come conseguenza addirittura l'obliterazione di alcune bellissime grotte o casi di degrado ambientale. 

Alcune immagini e volti dalle ultime uscite...

Valentina Tiberi

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Sopra sinistra: Grotta d'Estate, Maria Faccio   A destra: Un nuovo ingresso per il sottosuolo a Vallonara

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Sopra: Valentina Tiberi e Silvia Carlesso, Buso delle Anguane

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Sopra: Sergio Tasca, Grotta d' Estate

 

 

Giornata dedicata alla documentazione della piena al Buso del Salvanello 

Ecco un breve resoconto della squadra che ha lavorato fino a notte fonda di lunedì per documentare un evento eccezionale e poco conosciuto  

05 feb 2014 - Alcune ore dopo un primo sopralluogo effettuato nel pomeriggio di lunedì, per il quale si rimanda all'articolo precedente, una seconda squadra di speleologi del Gruppo Speleo CAI Marostica I barbastrji è partita alla volta dei Gorghi Scuri per portare a termine la documentazione del transito della piena dal Buso del Salvanello. Questa squadra, composta da Maurizio Mottin, Valentina Tiberi e Marina Presa, è riuscita a riprendere con foto e filmati l'eccezzionale, direi quasi magico e per nulla conosciuto fenomeno dell'emissione di acqua da questa grotta di cui si è quasi persa memoria tra gli abitanti del posto.

Trenta minuti di risalita a piedi della valle, sotto la pioggia ed un fragore diffuso di acqua, illuminando il cammino con la lampada dei caschetti ed arrivando decisi a quell'effimero sentiero che poi diventa una traccia in mezzo al bosco dove si nasconde la grotta. Un terreno non semplice che ha richiesto in alcuni punti l'attrezzamento con delle corde di sicura, in parte predisposte da Maurizio e Valentina durante il sopralluogo precedente. Bagnati e sporchi di fango, con punture di rovo sparse per il corpo, i nostri speleo sono giunti all'ingresso della grotta in piena, dove il rumore dei flutti era talmente violento da impedire qualunque comunicazione verbale. Spettacolo emozionante e cuori alle stelle, uno dopo l'altro Valentina, Marina e Maurizio hanno risalito la spettacolare cascata d'ingresso accedendo alla grotta dove un più placido torrente emergeva da una tranquilla polla azzurra. Da quel punto, oltre il quale non si è potuto proseguire, parte il cunicolo lungo oltre 70 metri, esplorato di recente, il quale conduce chissà dove verso l'altopiano... Scopriremo forse con la bella stagione dove vorrà portarci. 

In ogni caso, seppur con alle spalle una giornata di lavoro ed impegni personali di vario genere i nostri speleo sono rimasti dentro il Buso del Salvanello quasi 3 ore osservando, raccogliendo dati, documentando quest'evento nuovo anche per loro. Il rientro a casa è avvenuto solo tra l'una e le due di martedì notte, stanchi ed infreddoliti ma soddisfatti e felici di aver avuto la possibilità di vivere una fantastica natura  celata dietro le nostre colline.

Renderemo presto pubblici questi dati e le immagini "rubate" a questa e alle grotte che recentemente abbiamo scoperto a Marostica in un'occasione aperta a tutti coloro che hanno voglia di riscoprire un territorio che ha ancora tanto da rivelare. 

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Sopralluogo al Buso del Salvanello - Sopra: il torrente interno. Sotto: da sinistra Valentina Tiberi, Marina Presa e Maurizio Mottin

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Buso del Salvanello (Marostica): piena in transito!

Gli speleo del CAI Marostica impegnati nella documentazione e monitoraggio di questo evento eccezionale 

03 feb 2014. h 18,00 -  E' notizia dei nostri speleo Valentina Tiberi e Maurizio Mottin appena rientrati da un sopralluogo ai Gorghi Scuri: le insistenti piogge delle ultime ore hanno attivato il Buso del Salvanello, che in questo momento sta emettendo dal suo ingresso un copioso torrente spumeggiante. Dopo un primo sopralluogo in giornata, una seconda squadra del Gruppo Speleo CAI Marostica i barbastrji è ora impegnata sul posto per documentare e monitorare il passaggio della piena da questa grotta-sorgente. Evento raro e non semplice da osservare. Presto ulteriori aggiornamenti, foto e filmati.

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Buso del Salvanello -  Maurizio Mottin durante il sopralluogo di oggi

 

Una nuova grotta ai Gorghi Scuri? 

01 feb 2014 - Oggi gli speleologi del gruppo Valentina Tiberi e Maurizio Mottin sono usciti in un sopralluogo ai Gorghi Scuri (Marostica, VI) per documentare il passaggio dell'acqua al Buso del Salvanello. L'emersione da questa grotta del torrente sotterraneo che scorre in luoghi che ci sono ancora nascosti, infatti, è un evento raro e ancora non adeguatamente documentato. Questa è già la seconda volta quest'anno che gli speleo del Gruppo CAI Marostica i barbastrji tornano in questa cavità per valutarne le condizioni idrologiche ma anche oggi la visione dei flutti che transitano per questa grotta non si è concessa. Lungo la strada del ritorno tuttavia una bellissima sorpresa ha aspettato i nostri speleo che, facendo un giro alternativo per i boschi dei Gorghi Scuri hanno individuato l'ingresso di quella che con tutta probabilità è una nuova grotta, tutta da esplorare. Vedremo alla prossima occasione se ci attendono nuovi orizzonti sotterranei!  

Maurizio Mottin

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Buso del Salvanello - La galleria iniziale

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