Aprile 2014

Le grotte di Marostica alla Notte Europea dei Musei!

CROSARA di Marostica, 17 maggio h 21, Ecomuseo della Paglia, in collaborazione con l'Associazione Terra e Vita

28 apr. 2014 - In occasione della Notte Europea dei Musei, l'Associazione Terra e Vita in collaborazione con il Gruppo Speleologico CAI Marostica I barbastrji, propone per la serata del 17 maggio 2014 dalle h 21presso l'Ecomuseo della Paglia di Crosara di Marostica, una serie di proiezioni dal tema "Conoscere il territorio, le grotte di Marostica"

Durante la serata sarà possibile visitare anche le sale espositive dell'Ecomuseo della Paglia, già a partire dalle ore 20. Seguirà buffet.

Clicca qui per scaricare la locandina.pdf

Manifestazione organizzata con il Patrocinio della Città di Marostica Consulta fra le Associazioni Culturali del Territorio

testata notte dei musei 2014

 

 

Appena usciti dal Buso delle Anguane!

27 apr. 2014 h 17,20 - "Sotto il diluvio e super infangati" sono da poco usciti dal Buso delle Anguane di Crosara di Marostica i nostri speleologi Marina Presa e Piero Manghisi che oggi sono tornati a questa grotta lunga quasi mezzo chilometro per proseguire l'esplorazione nella galleria che si apre alla base del pozzo di 12 metri. Qui infatti riparte il canyon fossile nel quale la prosecuzione è purtroppo impedita da un'occlusione di terra e blocchi rocciosi. Aspettiamo il loro resoconto della giornata. Intanto lasciamoli riposare ed asciurgarsi dell'acqua presa soprattutto nel tragitto di rientro dalla grotta all'auto. Dentro, infatti, salvo qualche "poccia" di fango qua e là dovuta ad un po' di gocce di stillicidio che filtrano dalle fessure dei soffitti, questa grotta non ha particolari problematiche di accesso legate agli eventi di precipitazione meteorica. Anzi, stupisce sempre come, soprattutto le zone oltre il pozzo siano così asciutte anche dopo eventi piovosi molto intensi. 

Valentina Tiberi, comunicazione di Marina Presa

Buso delle Anguane 27 aprile 2014

 Il canyon fossile del Buso delle Anguane

 

Puglia. Messaggi dai nostri speleologi

PRIMA GIORNATA DEL CAMPO ESPLORATIVO ORGANIZZATO DAGLI AMICI DEL GASP! TRA ALBEROBELLO E MONOPOLI (BA) DOVE SONO IMPEGNATI ANCHE I NOSTRI SPELEOLOGI

26 apr. 2014 - Grava Rotolo/Abisso Donato Boscia

h 8,40  "Oggi grotta, a visitare delle zone nuove a metà galleria"  - Maurizio (Buba) Mottin

h 22,00  "...dopo aver percorso un tratto impegnativo, piuttosto tecnico in meandro siamo finiti in una zona impressionante, molto concrezionata, bellissima..." - Maurizio (Buba) Mottin

 

 

Il mio incontro con il Bus de la Genziana (Cansiglio, TV)

25 apr. 2014 - Pasqua, destinazione per me sconosciuta fino ad allora ma che già mentre salivamo mi incuriosiva quell'attesa di vedere cosa mi aspettava... il Cansiglio, io non lo conoscevo, ne avevo sentire parlare... Appena arrivati nella piana mi guardai attorno, fu amore a prima vista. Scorci stupendi, un verde che ancora vedo se chiudo gli occhi!!!... Cominciamo la vestizione e lì al parcheggio ci incontriamo con un gruppetto speleo di Verona... ce n'è pure uno di Milano ma è già in grotta. Scavalchiamo una muretta, lato strada e mi si presenta un tombino... già lì ero euforica, troppo bella l'entrata!!! E giù circa 50 m di scale in ferro... Ricordo l'ultima e il suo dondolio con un  passaggino carino... e poi via si prende un meandro e poi finalmente i primi pozzi... facili. poi dopo un traversino eccolo il P45... Non ci ho pensato due volte tanto che sarà mai una volta attaccati 5 metri in più o in meno non fa differenza!!! E vado tranquilla e in un attimo son giù. L'emozione che ho provato nel vedere la luce dello speleo che avevo dietro lassù in alto non ha prezzo!!! E ho detto cas..pita ma io ero lassù!!! E si! Tanta strada ho percorso in un anno... Un anno di grandi soddisfazioni e amore per la speleologia!!! Poi giretto fin sopra il P60 che non vedo l'ora di fare e quindi si torna su, per niente stanca e con un bagaglio acquisito di immagini e sensazioni nei miei occhi!!! 

Pasquetta si repplica sempre al Bus de la Genziana, ma stavolta dopo il P45 svolta a destra per il Ramo del Biondo. Meandro molto bello che in un paio di punti mi ha messo un poco alla prova... Ma come nella vita anche in grotta chi la dura la vince!!! Sempre!!! Poi una volta uscita appagata e un po' stanca il trovarsi a bere e per niente stanchi ancora a parlar di grotte e busi nuovi... Poi ci salutiamo dandoci appuntamento per il prossimo giro.. ed è lì che vedo il Buso dea Lum (altra grotta che fu una foiba purtroppo). L'entrata che dire? Enorme, circondata da piante e ricoperta da un muschio verdissimo... bello!!! La saluto e le dico "ci vediamo presto Lum" poi passando per la Genziana in auto le dico "ciao Genziana, è stato un piacere, alla prossima!!"

Grazie agli amici dell'Unione Speleologica Pordenonese e soprattutto a Stefano Trevisan per avermi invitata a vivere questa fantastica avventura in Cansiglio!!! Grazie ed un arrivederci perchè voglio e spero di tornarci presto!!!

Marina Presa

Piana del cansiglio

La Piana del Cansiglio

Entrata Bus de la genziana

L'ingresso del Bus de la Genziana

 

Sarà l'ingresso di una nuova grotta a Marostica?

Val d'Inverno,  RICERCA DI NUOVI ACCESSI PER IL SOTTOSUOLO

25 apr. 2014 - In foto, una delle tante voragini individuate e mappate dai nostri speleo su uno dei versanti che si affacciano nella Val d'Inverno, Marostica (VI). Valuteremo presto se si tratta di nuovi accessi per ambienti sconosciuti nascosti sotto le nostre colline. La voragine qui ripresa in particolare potrebbe portarci direttamente dentro la Grotta d'Inverno, che, aprendosi a Caribollo Alto, scende verso valle con 200 metri di percorso pressochè orizzontale. Negli ultimi mesi sprofondamenti del terreno come questo ci hanno fatto entrare in grotte davvero inaspettate nei pressi di Vallonara. Tra queste, la Grotta Alice, davvero una piccola "perla" nascosta dentro un'unghia rocciosa protesa verso la Valle del Torrente Valletta. 

Invitiamo quanti fossero a conoscenza di sprofondamenti o voragini, a darcene comunicazione e, perchè no? A vivere poi con noi l'emozione della scoperta e dell'esplorazione! Purtroppo questi buchi nel terreno, di diametro variabile da qualche decina di centimetro a diversi metri o decine di metri, subiscono l'inutile sorte di essere obliterati e colmati di materiali di vario genere, spesso rifiuti. "Inutile" sorte perchè queste occlusioni vengono perpetuate con l'intenzione di mettere in sicurezza questi dissesti del terreno che il più delle volte continuano invece ad assorbire il materiale che vi vine gettato dentro. Altre volte il riempimento da origine a veri e propri tappi che mantengono inalterato il vuoto sottostante e, mascherandolo, possono rappresentare un'insidia ancora maggiore dell'originaria voragine "aperta". Un approccio più appropriato sarebbe quello invece di cottattare noi speleologi, perchè possiamo fare ispezioni utili a fornire indirizzi per la sua messa in sicurezza, contestualizzandolo nel sistema idrogeologico che già conosciamo. 

Valentina Tiberi

Voragini Marostica aprile 2014

 Una delle ultime voragini individuate sui versanti della Val d'Inverno

Grotta d'Inverno Grotta d'Inverno, la gelleria naturale scavata dall'acqua.

 

In viaggio!!!

Per proseguire l'esplorazione della grotta più profonda della Puglia

I nostri speleologi partecipano al Campo esplorativo organizzato dal GASP!

25 apr. 2014 h 15,52 - Sono in viaggio, partiti stamattina dalla provincia di Vicenza i nostri speleo del CAI Marostica "I barbastrji" per continuare l'esplorazione all'Abisso Donato Boscia- Grava Rotolo, nel Canale di Pirro (Bari) la grotta diventata nel 2013 la più profonda della Regione anche grazie al lavoro dei nostri soci. L'anno scorso infatti, durante un campo esplorativo organizzato ancora una volta dagli amici del Gruppo  Archeologico Speleologico Pugliese nello stesso periodo, i nostri soci Maurizio (Buba) Mottin e Valentina Tiberi hanno fatto parte del team di speleologi provenienti da tutta Italia che hanno supportato l'esplorazione speleosubacquea di Luca Pedrali il quale, immergendosi per oltre 40 metri di profondità nel lago terminale della grotta, ha toccato quota - 312 m scendendo addirittura al di sotto del livello del mare. L'esplorazione del lago, supportata anche da Nadia Bocchi, moglie e compagna di avventura di Luca, si è dovuta arrestare allora per la scarsa visibilità dell'acqua che ha impedito di proseguire oltre. Un anno fa in ogni caso, grazie a questa immersione, la  grotta ha raggiunto una profondità che è diventata record ancora insuperato per la Puglia. 

Oggi sono partiti del nostro gruppo speleo: Maurizio (Buba) Mottin e Andrea (Icio) Grigoletto, insieme a Davide Michele Strapazzon del G. S. Geo CAI Bassano. Verranno raggiunti presto dai nostri Barbastrji Silvia Carlesso e Massimo Santini e da Ludmilla Harabajiu del Geo Bassano che saranno impegnati probabilmente nell'esplorazione in altre zone della grotta. 

Buon lavoro e buon divertimento a tutti! Restiamo in attesa di novità ed immagini da questa nuova esperienza pugliese. Nel frattempo a chi sarà rimasto in Veneto, non mancherà l'occasione di proseguire l'esplorazione delle nostre grotte prealpine. Già sono in programma uscite, anche in territorio marosticense nelle giornate del 1, 2 e 3 maggio prossimo. Continuate a seguirci!

Valentina Tiberi

 

Una parete di roccia, un buchetto e dietro... l'acquasantiera della Terra

L'ultimo limite noto della Grotta d'Estate a Marostica

22 apr. 2014 - Carissimo lettore, lettore affezionatissimo,  so che ci sei, so chi sei, so cosa vuoi sapere. So cosa aspetti. So che aspetti ansiosamente di avere novità. Perchè sai che siamo tornati a quella grotta attirati dall'irresistibile richiamo di sapere cosa c'è dietro l'ultimo limite geografico che di volta in volta spostiamo sempre più in là. Siamo tornati oggi io e Piero Manghisi alla Grotta d'Estate perchè pochissime decine di centimetri ci mancavano per vedere dietro quei limiti di roccia che l'ultima esplorazione ci aveva posto d'innanzi. Mio carissimo lettore, trattengo nella mente la foto di quell'oltre e cerco le parole per descrivertelo, perchè con gli occhi, se tu lo potessi vedere lo bruceresti in una frazione di secondo e non farei a tempo ad attaccarci tutte le emozioni vissute da noi che per vederlo ci siamo immersi nel fango fino al collo. 

Ho spezzoni di immagini che girano per la testa. Fra questi uno ha immortalato i piedi di Piero che spariscono oltre la cascatella. Io non lo vedo più dal cunicolo ma so che è entrato nel laminatoio e ... spero che riesca ad andare avanti. Poi Piero mi chiede di passargli il trapano demolitore perchè per andare avanti, dice, deve spostare alcune lastre di roccia ancorate al pavimento del torrente. Con in mano il nostro caro trapano a batteria mi infilo nel cunicolo alto poche decine di centimetri e con due spanne di acqua e fango sul fondo. Piero si tira un po' indietro e si aiuta con i piedi per farselo arrivare in mano. Ricordo perfettamente la trama dei suoi stivali a due centimetri dalla mia faccia. Che ridere! Tu mi capisci carissimo lettore. Lo sai che in fondo non è neanche una cosa così da pazzi!

Piero lavora un po' di demolitore mentre io sistemo e metto in sicurezza la sezione del cunicolo, finchè mi dice che quello che credeva essere un pavimento di roccia invece è solo un'immensa distesa di fango. Il trapano non serve più, quel poco di fango che serve spostare per andare avanti lo si può rimuovere quasi a mano. Da dentro il cunicolo che precede la cascatella vedo il torrente prendere ritmi strani. L'acqua a volte cessa persino di scorrere ah ah.. Piero! I tuoi vestiti a tratti se la bevono tutta ah ah!!! Altre volte il mio compagno di esplorazione si diverte a fare dighette che trattengono l'acqua dov'è lui per poi rilasciarla tutta di un colpo qualche minuto dopo e vedermela arrivare prepotente contro il misero argine che mi sono fatta per bagnarmi un po' di meno... solo un po' di meno.

Passano credo meno di due ore da quando siamo entrati e Piero mi dice " Vale, vado avanti e ti faccio un resoconto". Perdo il rumore dei suoi stivali che strisciano e rimango zitta in attesa. In fondo so che qualunque cosa mi dirà sarò contenta. Io voglio sapere, qualunque cosa ci sia là, voglio saperlo. La risposta non arriva ma sono una donna paziente (almeno in queste situazioni, lettore!!!). Poi vedo Piero che riscivola giù per la cascata e mi raggiunge nella saletta antistante il cunicolo di fango. Inizia a spiegarmi, così colà e ... scusami, Piero se non riesco ad ascoltarti! Scusami ah ah , vado a vedere da sola cosa c'è là! Cosa non siamo riusciti a vedere l'altra volta. E così via, anche se sono stanca, i gomiti massacrati e completamente rivestita di fango rifaccio per l'ennesima volta il cunicolo. Striscio con la pancia sulla cascata ed il suo torrentello a cui mi sono ormai abituata e mi infilo nel laminatoio. E' ancora un po' stretto, faccio qualche prova avanti ed indietro per vedere come ci passerò al rientro e finalmente vado OLTRE. Eccola lettore l'immagine che tengo fotografata in testa anche per te e finalmente te la svelo. Alla mia sinistra quella che forse è l'antica via del torrente e la prosecuzione del cunicolo è ostruita da un soffitto di roccia crollato. L'ultima lastra crollata poggia su un pavimento di terra che occlude ogni possibile via da quella parte. Non lascia intravvedere nessuna apertura, nessun passaggio. Davanti a me invece, si prolunga fino alla mia destra, una parete verticale liscissima, ocracea, sicuramente un vecchio specchio di faglia e l'acqua del torrentello viene da là.  Viene da un passaggio là alla sua base; difficile dire quanto grande sia e che forma abbia se lo svuotassimo dell'acqua. Quel che si vede è solo uno spazio d'aria dalla superficie di poche decine di centimetri. Forse in quello spazio aerato potrebbe passarci un braccio, non di più. Ha una particolarissima forma a triangolo che si rispecchia nella polla di acqua che vi sta sotto. Carissimo lettore, oltre quel buchetto cosa ci sia non lo so. Non riesco neanche ad intravederlo. Mi piace immaginare oltre quella parete verticale come un muro, che ci sia una distesa di placide acque, quasi un lago, una vasca sulla quale all'uomo al momento è vietato porre lo sguardo. Un mistero che venero nella mia fantasia e voglia di conoscere come fosse un'acquasantiera della Terra. 

Credo che a quelle placide acque ci arriveremo passando per altre vie sotterranee. Forse anche dalle voragini individuate in superficie nella battuta esplorativa che ha fatto seguito a questa nostra visita alla grotta. 

Carissimo lettore, aspetto anche te per le prossime esplorazioni. Aspetto anche te per attingere insieme a quelle acque senza luce. 

Valentina Tiberi

 

Novità dalla Val d'Inverno (MAROSTICA)

Finalmente oltre il limite conosciuto della Grotta d'Estate!

18 apr. 2014 - Una giornata di novità esplorative che riguarda il sottosuolo di Marostica. Oggi infatti gli speleo Piero Manghisi e Valentina Tiberi del Gruppo Speleo CAI Marostica i barbastrji sono riusciti a passare oltre il confine conosciuto della Grotta d'Estate in Val d'Inverno, affacciandosi su nuovi ambienti tutti da esplorare, che, chissà? potrebbero anche collegare un giorno Caribollo Alto alla sottostante Valle, con un percorso sotterraneo di almeno mezzo chilometro! L'uscita di oggi che ci ha regalato l'emozione di vedere e percorrere nuovi spazi sotterranei, è solo l'ultima di una serie di esplorazioni a questa grotta/sorgente effettuate dal gruppo negli ultimi mesi. E' già in preparazione la prossima punta esplorativa per vedere ancora più oltre. Infatti oggi i nostri speleo, dopo aver finalmente superato lo stretto cunicolo sede delle precedenti esplorazioni, sono riusciti ad infilarsi nell'angusto passaggio che costituiva il bordo sommitale di un piccolo salto di roccia costantemente interessato da una cascatella di acqua. Davanti a loro si è presentato quello che in gergo speleologico viene chiamato "laminatoio" cioè un passaggio scavato tra due strati rocciosi pressochè orizzontali. Il fondo, interessato da un torrentello lascia intravvedere una curva ed un ambiente che sembra alzarsi e diventare forse un meandro quindi un canyon sotterraneo, dove la complessità della morfologia ed un grosso masso incastrato tra le pareti non permettono a momento di vedere cosa c'è oltre. Lo scopriremo prestissimo alla prossima visita!!! Queste esplorazioni sono partite da quello che era il vecchio fondo di un cunicolo fossile della grotta. Questa cavità infatti nonostante il suo ridotto sviluppo spaziale che si limita a poche decine di metri orizzontali, è costituita da almeno altre 3 vie che tuttavia sono spesso interessate dallo scorrimento di torrenti interni, soprattutto nella stagione invernale. Qui l'esplorazione può essere concentrata quindi solo in alcuni periodi dell'anno e porterebbe probabilmente alla chiusura dei passaggi aperti dall'esplorazione nella stagione di secca. 

Valentina Tiberi

2 g d estate

L'ingresso della Grotta d'Estate

Lucia Grotta d'Estate 2013

L'interno della Grtotta d'Estate ed il suo torrente. In foto. Lucia Tiberi

1 g d estate

Si sta per superare la cascatella e andare verso l'ignoto (in foto: Piero Manghisi).

3 g d estate 4 g d'estate

Esplorazione finita, almeno per oggi, si esce dalla grotta infangati ma soddisfatti per aver aggiunto un nuovo tassello al mondo sotterraneo marosticanse. A sinistra: Piero Manghisi e destra Valentina Tiberi 

 

19 apr. 2014 - PRONTI PER ANDARE AVANTI! 

Oggi gli speleo del Gruppo Silvia Carlesso, Massimo Santini, Andrea (Icio) Grigoletto e Valentina Tiberi sono tornati alla Grotta. Divisi in due squadre, hanno continuato l'esplorazione alla fine del ramo principale e preparato il terreno per la prossima punta nella nuova zona scoperta ieri. Qui si avanza strisciando sul pavimento del laminatoio dove continua a scorrere un velo d'acqua. Forse in tanti non capiranno cosa ci tiene per ore sdraiati in un cunicolo dal fondo fatto di detriti di roccia ed acqua, con i gomiti doloranti che si muovono ripetutamente su questo scomodo pavimento in una situazione difficile da immaginare per chi non è speleologo; passare ore in questo cunicolo a fare passamano di blocchi di roccia che ostruiscono il passaggio, solo per soddisfare l'emozione trepidante di vedere cosa c'è dietro quel limite conosciuto e cartografato, l'irresistibile voglia di vedere cosa c'è in quell'"oltre". In quell'oltre c'è qualcosa sempre così diverso dall'immaginato... La natura ci ricompensa con la sua imprevedibilità. E anche quando ciò che ci si presenta davanti non ha la maestosità dei sogni, lo stupore di quello che ci si rivela veste un'immancabile ed irrinunciabile vivida bellezza.

Preparata la strada, siamo pronti così a tornare prestissimo a vedere cosa c'è oltre ai limiti di roccia che riusciamo a vedere, sdraiati sul pavimento di quel laminatoio con la tuta che si impregna subito di un'acqua che chissà da quali parti della montagna arriverà, impregna il sottotuta e si lascia presto sentire sulla pelle. Scorre per le linee del corpo e inzuppa ogni cosa in un attimo. Prima di andare però, c'è spazio per una foto che ieri non siamo riusciti a fare. Tolti i guanti pieni di fango, estratta la macchinetta, c'è lo spazio di un minuto per scattare qualche foto; storta e piena di vapore, con la mano tremolante e con una scala inadeguata, che non dà la giusta idea delle cose. Mentre scatto ho ancora in testa l'augurio di "buon viaggio" datoci dal proprietario del terreno dove si apre la grotta. Avrebbe dovuto vedermi, con la colonna vertebrale immersa in quel misto di acqua gialla e roccia con cui ho scattato la foto che qui riporto per ultima, Paolo. E chissà se ieri era la sua voce che ha sentito Piero ad un certo punto sdraiato sotto la cascatella. Forse c'è un collegamento con l'esterno poco dopo, o forse era solo l'acqua che a volte si diverte ad imitare il vociare umano. Di certo oggi, lavorando in due squadre in contemporanea un collegamento tra i due rami "superiori" della grotta conosciuta è stato verificato, anche se non si sà come sia, ne se sia o sarà mai percorribile per l'uomo

Valentina Tiberi

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Da sinistra: Massimo Santini, Silvia Carlesso, Andrea Grigoletto e Valentina Tiberi

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Lo stretto passaggio superato durante l'esplorazione di ieri. 

 

Una giornata di esercitazioni al Leute Kubale (Roana, VI)

16 apr. 2014 -  Domenica scorsa il Gruppo Speleologico CAI Marostica I barbastrji ha organizzato una giornata di esercitazioni su corda alla bellissima palestra di Leute Kubale o Grotta del Popolo nel Comune di Roana. Dieci i partecipanti che si sono cimentati con progressione e tecniche d'armo. Del nostro gruppo dei barbastrji: Valentina Tiberi, Marina Presa, Marika Cogo, Massimo Santini, Andrea Grigoletto, Silvia Carlesso ed Aurora Costenaro insieme agli amici del Gruppo Speleologico Geo CAI Bassano: Luca Miotto e Ludmilla Harabajiu ed infine la nostra apprendista speleo Valentina Bonato alle prese con le sue prime salite e discese su corda. Grazie a tutti bellissima giornata. Clicca qui per guardare le foto!

Valentina Tiberi

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Ripartono le esplorazioni alle grotte di Marostica

10 apr. 2014 -  Con l'arrivo prepotente della bella stagione, il Gruppo Speleologico CAI Marostica I barbastrji riprende l'attività esplorativa alle grotte di Marostica. Molte di queste cavità infatti costituiscono anche delle importanti risorgenti dell'area pedemontana oppure punti di assorbimento di torrenti dal regime effimero che sono stati interessati dal transito di ingenti portate idriche durante gli intensi eventi di precipitazione meteorica avvenuti nella passata stagione invernale. L'esplorazione di queste grotte è stata portata avanti a singhiozzo e a rilento proprio per il maltempo degli ultimi mesi che ci ha concesso tuttavia non poche emozioni! Il Gruppo ha infatti scoperto ed esplorato 3 nuove grotte a Vallonara, proseguito l'esplorazione della Grotta d'Estate in Val d'Inverno e al Buso delle Anguane a Crosara. Abbiamo individuato quelle che forse diventeranno 2 nuove grotte ai Gorghi Scuri ed una ancora in zona Vallonara. Nelle prossime settimane si tornerà ad esplorare le meraviglie buie nascoste nel cuore delle colline marosticensi, sia nelle aree e grotte cià citate, sia ad esempio nelle zone di: Capitelli, Costalunga, San Luca e Pradipaldo.

Anche il Buso del Salvanello ai Gorghi Scuri ci aspetta per andare avanti nel cunicolo orizzontale, lungo ormai 70 metri che punta il cuore dell'Altopiano. Metro dopo metro spostando le lastre di selce accumulate dall'acqua sul fondo di questo "budello" sinuoso, si avanza con la promessa di entrare in ambienti ben più grandi che l'alito della grotta pare sussurrarci. 

In alcune grotte, come al Buso delle Anguane di Crosara le esplorazioni invernali sono state sospese anche per non creare disturbo ai chirotteri che si stabiliscono in più punti di questa cavità per svernare. Torneremo presto per sbirciare oltre l'ultima curva del canyon sotterraneo del ramo destro e vedere dove conduce il meandro che parte nella parte più profonda della grotta. Probabilmente in questo 2014 sarà anche possibile effettuare una vera e propria traversata in questa grotta, ovvero entrare dall'attuale, unico ingresso ed uscirne da uno nuovo, noto da tempo ma al momento non praticabile. Speriamo presto di riuscire anche ad entrare da Caribollo Alto e risbucare fuori nella sottostante Val d'Inverno facendo un percorso sotterraneo di oltre mezzo chilometro! Insomma ora che il bel tempo permette la ripresa delle esplorazioni alle grotte marosticensi, le emozioni per i Barbastrji del CAI Marostica non mancheranno! Il nostro territorio collinare preserva nelle proprie viscere un mondo incredibile con scenari a volte stupefacenti che rappresentano delle vere e proprie unicità a livello regionale.

Valentina Tiberi

Concrezionamenti Buso delle Anguane 2013

 Stalattiti e stalagmiti nelle porzioni più interne del Buso delle Anguane di Crosara

 

Domenica 4 maggio: "Grotte e dintorni" 

10 apr. 2014 -  Per domenica 4 maggio, il Gruppo Natura del CAI Marostica in collaborazione con il nostro Gruppo Speleo, organizza un'escursione sul Faedo (VI) dal tema "grotte e dintorni". Verrà effettuato un percorso a piedi con soste presso alcuni elementi geologico-geomorfologici significativi dell'area di Priabona e visita alla Grotta della Poscola. Il percorso in grotta, sebbene di carattere speleologico, sarà adatto ad essere affrontato anche da chi speleologo non è. Sarà dunque un'occasione, oltre che per conoscere una porzione di territorio dalla storia geologica ricca di fascino, anche per approcciarsi per la prima volta alla speleologia.

Sono aperte le iscrizioni presso la sede CAI Marostica in Corso Mazzini 10 Marostica, tutti i martedì e giovedì dalle 20,30 alle 22,00.

Valentina Tiberi

 

10 apr. 2014 - Rinviata a maggio l'escursione didattica al Buso della Rana del 12/04

 

Domani nuova avventura speleo per i ragazzi dell'Alpinismo Giovanile

04 apr. 2014 -  Domani seconda avventura speleo con le "Aquile" dell'Alpinismo Giovanile del CAI Marostica. Questi ragazzi dai 14 ai 17 anni saranno infatti impegnati in un'uscita di due giorni sulle colline di Marostica all'insegna della speleologia e dell'orientamento. Guidati dagli speleo del nostro gruppo di "Barbastrji", si cimenteranno ancora con le tecniche speleologiche di progressione su corda che serviranno loro per scendere al fondo di una delle più lunghe grotte marosticensi, prima camminando per un antico canyon sotterraneo, poi gattonando e strisciando ed infine calandosi in una spettacolare verticale di una decina di metri di profondità che permette di accedere ad una galleria sotterranea interamente scavata dall'acqua in tempi geologici. Buon divertimento ragazzi! 

Valentina Tiberi

Anguane galleria

 Buso delle Anguane, Crosara di Marostica

 

Per avvicinarsi alla speleologia: sabato 12 aprile

ESCURSIONE AL BUSO DELLA RANA

04 apr. 2014 -  Per tutti coloro che vogliono avvicinarsi alla speleologia, il Gruppo Speleologico CAI Marostica i barbastrji organizza per sabato 12 aprile un'escursione al Buso della Rana (Monte di Malo). Per ulteriori info contattare la segreteria del gruppo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo." style="outline-width: 0px; font-size: 16px; color: #6666cc;">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. 333-4961125. 

 

 

Successo della serata sui nodi. Prossima lezione a maggio!

04 apr. 2014 -  Oltre 20 i partecipanti alla lezione che il Gruppo Speleo CAI Marostica i barbastrji ha svolto lunedì scorso sui nodi ad uso speleologico. E' la seconda del ciclo 2014 di Formazione Continua che prevede lo svolgimento, con cadenza mensile di serate per approfondire alcune tematiche speleologiche. Queste occasioni di formazione sono gratuite e sono rivolte sia a chi è già speleologo sia a chi non lo è. Lunedì scorso, oltre agli speleo del CAI Marostica, del Gruppo Grotte Schio CAI e del Geo Bassano, hanno partecipato anche alpinisti ed arrampicatori interessati a confrontarsi su nodi comuni. Ringraziamo i ralatori gli INS Maurizio Mottin e Valentina Tiberi e vi aspettiamo alla prossima lezione prevista per maggio. 

 

 

Ramo dei Salti (Buso della Rana)... prepariamoci per la Puglia!

04 apr. 2014 -  In previsione della prossima trasferta che il nostro gruppo prevede di fare nelle grotte del Canale di Pirro in Puglia, ospitati dagli amici del GASP e da loro coinvolti nelle esplorazioni che un anno fa hanno portato a scoprire la grotta più profonda della regione (-312 m) siamo andati sabato 29 marzo scorso a percorrere il Ramo dei Salti al Buso della Rana, Monte di Malo. Oltre 200 metri di verticale costituita da diversi tiri di corda che risalgono bellissimi camini lavorati dall'acqua, intervallati da meandri ancora attivi, quindi interessati dallo scorrere di un torrente sotterraneo. Dei nostri barbastrji: Maurizio Mottin, Valentina Tiberi, Silvia Carlesso, Massimo Santini, Aurora Costenaro, Andrea Grigoletto, insieme agli amici del Geo CAI Bassano Luca Miotto e Ludmilla Harabajiu. Un bell'esercizio di tecnica alla scoperta di una porzione di Rana sconosciuta alla maggiorparte di noi e che dire? La Rana non delude mai, sempre magnifica con il suo reticolo di vie d'acqua sotterranee che hanno creato ovunque forme eccezionali, prime fra tutte le straordinarie pareti lisce e dalla morfologia a cilindro dei pozzi che abbiamo risalito.  Non sono mancate in alcuni punti delle difficoltà da parte di qualcuno del gruppo, alle prese con passaggi mai affrontati prima ma, superate, saranno di certo di grande esperienza per le avventure che ci aspettano in Puglia. E' passato ormai quasi un anno da quando io e Maurizio Mottin abbiamo fatto parte delle squadre di speleo che si sono alternate per più giorni alla Grava Rotolo-Abisso Donato Boscia per supportare gli speleosub Luca Pedrali e Nadia Bocchi nell'esplorazione del lago terminale della grotta, sceso per gli oltre 40 metri di profondità che non solo hanno fatto record di profondità in grotta per la Puglia, ma anche superato la quota del livello del mare. A pochi chilometri da Alberobello questa grotta è ancora tutta da esplorare; quello che è stato scoperto finora sembra esserne solo una minima parte e fra poche settimane toccherà anche ai nostri speleo dei barbastrji dare il loro contributo.

Valentina Tiberi  

ramo dei salti 1

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