Maggio 2014

In cerca di nuove grotte nel Comune di Gallio

25 mag. 2014 -  MALGA LONGARA. Oggi ricerca ed esplorazione di possibili nuove grotte in Altopiano di Asiago, per i Barbastrji. Sotto un sole cocente, spettatore e arbitro per il gioco d'amore tra vento e nuvole, abbiamo ispezionato alcuni "buchi", possibili nuove grotte. Nel fitto reticolo di crepacci decorato di accattivanti e commoventi genziane e rosse ammoniti, un buco in particolare ha attirato la nostra attenzione, soprattutto per la grande quantità d'aria che ne usciva. Individuato da Guido ormai tanto tempo fa finalmente siamo riusciti a vedere di che si trattava. Scesi per alcuni metri opportunamente attrazzando con corde, fatto l'ultimo buco dove piantare l'ultimo ancoraggio prima che il trapano ci abbandonasse per un guasto, ci siamo affacciati su quello stretto ignoto che respira così affannosamente. Sarà obiettivo della prossima puntata in zona vedere se si riuscirà ad andare oltre. Al momento resta un piccolo rospetto a fare da guardiano, comodamente appollaiato sul suo trono di roccia gialla, sul ciglio esterno della finestrella soffiante. Partecipanti dell'odierna squadra esplorativa oltre a Guido Maria Agostini anche Sergio Tasca, Valentina Tiberi e Marina Presa. 

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Valentina Tiberi

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Fino al fondo misterioso della Grotta Maestrina a Rubbio

21 mag. 2014 -  Domenica scorsa siamo tornati a Rubbio per scendere la Grotta della Maestrina e vedere dove si sia arrestata la sua esplorazione ormai più di 10 anni fa. Ricorderete del racconto di quella magica giornata, anzi pomeriggio in cui siamo andati a cercarla in mezzo alle nebbie d'una valle d'altri tempi. Un buchetto stretto a forma di cuore che si apre d'improvviso nel tappeto marrone di foglie di un fitto, vecchio bosco. Condotti là dal suo primo esploratore il nostro Andrea (Icio) Grigoletto, avevamo sceso i primi 20 metri di grotta, tutti su corda riaprendo anche il passaggio che nel tempo si era occluso di pietrame caduto dentro dall'esterno. In quel pomeriggio di ormai più di un mese fà, non avevamo raggiunto il fondo di 40 metri di profondità toccato dai primi esploratori; il tempo tiranno ci aveva fermati prima sull'affaccio di un'altra maestosa verticale. Una vera e propria finstra su ambienti di dimensioni non quantificabili. Domenica così siamo tornati io, Maurizio (Buba) Mottin, Massimo Santini, Andrea (icio) Grigoletto e Davide Michele Strapazzon. Ancora nuvole basse ad offuscare il cielo così prepotentemente azzurro per chi era rimasto in pianura. Ancora quella coperta stesa a mantenere il calore della magia di quel posto. Dopo una decina di minuti a piedi ciascuno con anche due sacchi di materiali sulle spalle, arriviamo all'ingresso della grotta madidi di sudore. Scendo per prima. I vecchi esploratori hanno armato la grotta con armi "esplorativi", l'avavamo visto anche alla volta precedente... Stavolta ci tocca fare le cose per bene, visto che siamo anche armati di trapano! Scendo e riarmo in sicurezza tutta la grotta fin dove ero grotta maestrinaarrivata la volta precedente. L'armo richiede tempo perchè non solo i vecchi spit sono pochi, non sono neanche utilizzanbili per il fango che ci è finito dentro in tutto questo tempo. Praticamente sono costretta a riarmarmi tutta la grotta ex novo. Arrivo comunque alla famigerata finestra che si affaccia sull'ignoto. Mi butto in fuori in cerca di ancoraggi vecchi ma non ne vedo. Saggio la roccia per piantarne di nuovi ma la roccia è un impasto frabile al solo tocco delle dita. Mi ricorda l'alterazione tipica dei Fantome de roches del Campo dei Fiori nel varesino, dove un processo tutto particolare, chiamato appunto "Piping da Fantome de roches" ha dato origine alle grotte di quel posto con forme molto particolari. Riesco comunque a trovare due punti per piantare due multimonti mi appendo alla corda ed esco dalla finestrella. Sotto alcuni metri di salto fino ad un pavimento di detrito, il soffitto invece sale, sale fino ad un punto indefinito. Davanti a me la grotta continua in orizzontale. Nel frattempo mi hanno raggiunto anche gli altri. Siamo tutti lì sull'affaccio mentre scendo l'ultimo salto. Non so se dove sto per arrivare è l'ultimo punto visto in occasione delle precedenti esplorazioni. Non esiste neanche un rilievo ufficiale di questa grotta abbandonata nel mare delle oltre 5000 grotte del Veneto. Scendo per alcuni metri e arrivo a poggiare i piedi sul pavimento di blocchi e detriti di varie dimensioni. L'unica via apparente di prosecuzione sembra una fessura che si apre dal pavimento. Scende nera per alcuni metri almeno ma è stretta, troppo stretta per passarci. Butta fuori tuttavia un'aria gelida che risalendo per la nostra via di discesa ha fatto battere i denti agli amici che hanno aspettato sopra di me che completassi l'armo. Osservando bene la morfologia del posto si intuisce però che la via dell'acqua originaria non passasse per quella stretta fessura, andava dalla parte opposta dove si erge un'immane pira di blocchi e terra. Sembra di essere alla confluenza di tre camini che arrivano dall'alto però io non vedo camini, vedo un grande canyon eroso e corroso da antiche correnti orizzontali. Massimo mi dice subito che le morfologie gli ricordano quelle viste in immersione all'Elefante Bianco a Valstagna. La prosecuzione quindi non appare evidente, forse bloccata da un ingente ostruzione di materiale caduto anche dall'esterno per la via verticale che abbiamo percorso; di sicuro però siamo scesi per una grotta molto particolare, direi non comune nei sistemi delle nostre preAlpi. Frughiamo letteralmente tra i blocchi di questo capolinea sotterraneo in cerca di un indizio su dove la grotta può andare avanti finchè infreddoliti ed infangati decidiamo di rientrare. Rimaniamo col dubbio dell'esistenza di possibili vie alte invece, laddove il "mio" canyon si contorce in un  percorso che deve necessariamente essere ben attrezzato con corde per essere percorso in sicurezza. Il rientro è segnato anche dal rombo di un tuono che giunge fino a noi, là tra i 40 e i 50 metri di profondità. Prima ad entrare ed ultima ad uscire disarmando. Passo un momento lungo un'eternità in compagnia di una simpatica ranetta nello spiazzo subito prima dell'ultima finestrella. Balza piena di energia e ogni tanto si ferma a guardarmi con uno sguardo intenso. Anche un moscone è finito laggiù. Sfreccia ogni tanto davanti al mio naso, rombando. Non credo riuscirà più ad uscire da là. Salvo non decida di seguirci come mi è già capitato in altre grotte. 5 metri, poi 15 poi ne risalgo altri 10 e poi gli utlimi altri 15 almeno passando per una sezione a cilindro molto stretta. "Vuoi che ti tiriamo su?" Mi sento chiedere da fuori. Guardo verso l'alto, il buco d'uscita è ancora chiaro e pieno di verde.. è ancora giorno. Stavolta cedo alla comodità: "ok!" E, allestito fuori un paranco vengo letteralmente tirata fuori di peso dalla grotta senza fare alcuna fatica. Mangio una fetta di "fugassa" che di solito non gradisco, salvo quando esco da qualche grotta dove, dopo tante fatiche non mi fa dispiacere nulla. Via corde e materiali infangati nei sacchi (avrò un bel lavoro di pulizia da fare domani!) si rientra. Una delle nostre Barbastrjie, la Silvia Carlesso è ancora al lavoro, ma ci raggiungerà dopo le 20 per andare a mangiare qualcosa. Ne approfittiamo per andare a vedere alcuni buchi nuovi là in zona e più giù dalle parti di Vallonara, dove abbiamo scoperto le ultime grotte. Sotto i primi goccioloni di un temporale che poi non troverà modo di esprimersi, individuamo proprio a Vallonara un nuovo promettente buchetto. Cala la coperta di stelle sopra quella delle nuvole quando dalle parti di Sandrigo entriamo in pizzeria per conlcudere degnamente la serata insieme a Silvia. Già si parla delle prossime esplorazioni...

Valentina Tiberi

 

 

La nostra Notte dei Musei con... un'anguana come ospite inatteso

21 mag. 2014 -  Oltre 70 presenze per la serata sulle grotte di Marostica svolta lo scorso 17 maggio a Crosara di Marostica in occasione della Notte Europea dei Musei, momento culturale organizzato dall'Associazione Terra e Vita in collaborazione con il Gruppo Speleologico CAI Marostica I barbastrji. Gli speleologi del CAI Marosticense hanno guidato i partecipanti in un viaggio virtuale dentro alcune delle principali cavità naturali del nostro territorio pedemontano attraverso foto e filmati inediti raccolti in ormai oltre un anno di attività del Gruppo. Una visita ricca di curiosità al Buso delle Anguane, alle Grotte d'Estate e Inverno, al Buso del Salvanello, per finire con le ultime scoperte fatte proprio a due passi dal centro cittadino dai nostri speleo, tra cui anche il Buso Blade: attualmente il più grande ambiente sotterraneo naturale di Marostica. Relatori della serata gli speleologi Valentina Tiberi e Maurizio Mottin.

Prima di immergerci in questo percorso immaginato nel nostro sottosuolo però, un ospite inatteso ha voluto sorprendere tutti raccontando la sua incredibile storia: un'anguana venuta direttamente dalla grotta di Crosara che prende oggi il suo nome. Creatura evanescente, vestita di bianco e di verde, comparsa all'improvviso dall'angolo più buio della sala. Ci ha raccontato della sua casa nelle profondità della terra e del suo incontro con i primi speleologi che sono entrati ad esplorare la cavità, di quelli venuti dopo e di come, colta di sorpresa, non potendosi più nascondere, abbia dovuto rivelarsi. E in questa notte 2014 dei musei, ha deciso addirittura di venire davanti ad una platea a presentarsi e a racontare la sua storia millenaria. Bellissima e intrigante anguana, interpretata dalla nostra attrice speleologa dei Barbastrji Aurora Costenaro. Ripreso nella foto sotto uno dei momenti della sua interpretazione. 

Valentina Tiberi

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Siete invitati ad un viaggio nel cuore delle colline marosticensi

15 mag. 2014 -  CROSARA di Marostica, 17 maggio h 21, Cinema

in collaborazione con l'Associazione Terra e Vita. VI ASPETTIAMO!

In occasione della Notte Europea dei Musei, l'Associazione Terra e Vita in collaborazione con il Gruppo Speleologico CAI Marostica I barbastrji, propone per la serata del 17 maggio 2014 dalle h 21presso il Cinema di Crosara di Marostica, una serie di proiezioni dal tema "Conoscere il territorio, le grotte di Marostica"

Durante la serata sarà possibile visitare anche le sale espositive dell'Ecomuseo della Paglia, già a partire dalle ore 20. Seguirà buffet.

Clicca qui per scaricare la locandina.pdf

Manifestazione organizzata con il Patrocinio della Città di Marostica Consulta fra le Associazioni Culturali del Territorio.

Notte dei Musei Crosara 2014

 

 

2° Corso Estivo di Speleologia, sono aperte le iscrizioni 

SONO APERTE LE ISCRIZIONI

volantino corso estivo speleo 2014 marostica ridotto

 

 

Buso delle Anguane un sabato...  

12 mag. 2014 - Con Valentina Tiberi, Marina Presa, Andrea Grogoletto, Giuseppe Visentin e Sara Colombin... e grazie alla famiglia Crestani per l'ottimo vino, offertoci in uscita dalla grotta e felicemente accompagnato sta volta con qualcosa di dolce. Qualche scatto nuovo raccolto nel buio di questa magnifica grotta, un po' di ripasso di tecnica sia di progressione sia d'armo, un giretto in compagnia un sabato pomeriggio...

anguane marina e sara

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anguane ingresso

giuseppe anguane

sara giuseppe andrea

 

 

Mattinata di documentazione del sottosuolo marosticense  

06 mag. 2014 - Una mattinata passata a documentare il sottosuolo celato sotto le colline di Marostica oggi, in compagnia della sorellina speleo Lucia Tiberi. Continua il lavoro del Gruppo Speleo CAI Marostica i barbastrji per far conoscere il misterioso e sorprendente mondo scavato dall'acqua dentro le nostre colline. Vi invitiamo il 17 maggio prossimo h 21, alla Notte Europea dei Musei che si svolgerà presso Crosara di Marostica per meravigliarvi con le immagini di una natura nascosta assolutamente inaspettata. Parleremo infatti delle grotte di Marostica attraverso immagini e video inediti "rubati" al buio dai nostri speleologi del CAI marosticense. Vi racconteremo delle nuove scoperte fatte proprio qua, a pochi passi dalle nostre case dove, calandoci attraverso voragini del terreno ci siamo ritrovati a vivere l'emozione di vedere e scoprire piccoli tesori naturali, tenuti stretti come perle entro le rocce delle nostre colline.

Valentina Tiberi

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Nelle foto sopra: Lucia Tiberi.  Sotto: Valentina e Lucia Tiberi durante il sopralluogo odierno nel sottosuolo marosticense

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Foto dell' escursione didattica sul Faedo  

04 mag. 2014 - Ecco alcune foto dell'escursione svolta oggi sul Faedo, organizzata dal Gruppo Natura e Gruppo Speleo del CAI Marostica. Clicca sulla foto sotto per guardarle tutte.

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Grotta della Poscola (Priabona, VI), una delle tappe dell'escursione didattica sul Faedo.

 

Escursione geo-speleo sul Faedo  4 maggio

02 mag. 2014 -  Per tutti coloro che vogliono avvicinarsi alla speleologia e capire come una grotta si inserisca nel suo specifico contesto geologico-geomorfologico, il Gruppo Speleologico CAI Marostica i barbastrji ed il Gruppo Natura del CAI Marostica organizzano per domenica 4 maggio una giornata dal tema “grotte e dintorni” sul Faedo (VI). Il programma prevede di fare visita alla Grotta della Poscola a Priabona per poi risalire il Faedo percorrendo a piedi  300 m di dislivello, difficoltà E, (tempo di percorrenza 4-5 h) lungo il sentiero Madonna della Neve dove sono visibili elementi significativi del paesaggio legati sia al carsismo su rocce sedimentarie carbonatiche, sia al vulcanismo antico dell’area.

La visita in grotta, della durata di circa un’ora, non prevedrà l’ausilio di attrezzature di progressione su corda, e sarà adatta ad essere affrontata da chi speleologo non è ma si approccia per la prima volta al mondo delle grotte.

April la Locandina.pdf  Contatti: Valentina Tiberi valentina.tiberi@yahoo.it  Tel. 3334961125.

Grotta della Poscola

Grotta della Poscola, concrezione: "il salice"

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