A Napoli e sul Vesuvio per festeggiarci

A Napoli e sul Vesuvio per festeggiarci

04 mag. 2018  Il nostro gruppo speleo compie 5 anni  e fra i regali che ci siamo già fatti per festeggiarci c'è stato quello di passare qualche giorno fra Napoli e il Vesuvio. Abbiamo avuto il privilegio di essere ospiti presso l'Eremo dei Camaldoli di Visciano, un sito suggestivo arroccato su una collina con vista del vulcano, trasformato dai Missionari della Divina Redenzione in un luogo straordinario di accoglienza, in azienda agricola e fattoria didattica. Siamo finiti qui grazie all'accoglienza del carissimo Don Gianni che Maurizio Mottin aveva conosciuto una ventina di anni fa quando ha partecipato insieme ad altri speleo all'esplorazione delle numerose cisterne d'acqua sotterranee presenti sotto tutta la struttura.

Siamo stati alloggiati nelle ex celette dei frati adattate in parte alla vita moderna. Il nostro arrivo è accolto da persone gentili, dal fortissimo profumo degli agrumeti, tanto forte da togliere quasi il respiro e da un' ottima cena a base di prodotti provenienti dai campi e dalla fattoria dell'eremo. Il gruppo che ha avuto la fortuna di venire giù è composto da me, Maurizio Mottin, Aurora Costenaro, Massimo Santini, Silvia Carlesso , Ludmila Moraru e Lucia Tiberi. La prima delle tre giornate che abbiamo a disposizione la passiamo a visitare la città di Napoli. Abbiamo appuntamento con gli amici speleo del Gruppo di Napoli a Castel dell'Ovo che stanno facendo le lezioni del Corso di Introduzione ma una piccola dissavventura ci fa perdere un bel po' di tempo. Nel bel mezzo del traffico caotico della città, la batteria di una delle nostre auto decide di abbandonarci. Con un po' di sudate peripezie riusciamo a cavarcela e ad essere a pranzo davanti ad una bella pizza napoletana sul lungomare in compagnia del nostro collega Istruttore Nicola Landi del Gruppo Speleo CAI Napoli. Nicola ci porta in giro per le vie del centro alla scoperta delle tipicità locali anche e direi soprattutto culinarie e così alla fine di questa prima giornata un mezzo chilo in più lo abbiamo preso di sicuro. La seconda giornata è dedicata alla salita del Vesuvio fino al ciglio del cratere. Non vediamo l'ora. Arriviamo che già il vulcano è stato preso d'assalto da una numerosa schiera di turisti eh beh come dar loro torto! Una lotta per accapparrarci i posti nei pulmini che portano fino all'inizio del sentiero ci catapulta in un secondo ai tempi in cui andavamo a scuola. Ormai abbiamo imparato ad adeguarci anche noi al caos irrinunciabile di questi posti che del resto sono particolari e belli anche per questo!  Posti che hanno le sue regole fatte ad hoc per una convivenza sovraffollata. Facciamo a piedi gli utlimi 150 m circa di salita fino al bordo del cratere sommitale, quello che ha preso forma durante l'ultima eruzione avvenuta nel 1944 sotto gli occhi degli Americani sbarcati in Italia. Una simpatica guida ci spiega la storia delle eruzioni e ci fa capire come fosse cambiato il vulcano nel tempo. Quello che fa più impressione forse è rendersi conto di cosa sia stata l'eruzione del 79 d.c., quella che ha ditrutto Pompei ed Ercolano. Ora il Vulcano fa come altezza grossomodo 1200 m, si pensa che all'epoca superasse i 2000 m s.l.m. L'eruzione esplosiva ha devastato gran parte del vecchio cono. Quello che si vede ora è nulla a confronto. Una piccola fumarola ancora soffia dal cratere sassoso e scuro. Di lassù la vista ovviamente è stupenda. Dopo la visita al vulcano andiamo a vedere gli scavi di Ercolano con le sue belle ville in parte ancora affrescate o con mosaici. La città è stata sepolta da una ventina di metri di materiale vulcanico che ha spostato in avanti la costa pare di 400 m. Un'eruzione dalla quale era davvero impossibile avere scampo. Riproduzioni degli scheletri ritrovati sono esposte in quelli che erano i magazzini del vecchio porto di questa cittadina che si affacciava sul mare. Non è bastato rifugiarsi qui. Un pensiero non può non configurarsi nella testa. Se gli abitanti di Ercolano potessero vederci oggi penserebbero che abbiamo proprio una testa di zucca. Nonostante tutto siamo ancora qui alle pendici di questo vulcano che di fatto è attivo e presto o tardi ripeterà la sua storia. La serata si conclude a Vico Equense per gustarci la cosidetta pizza al metro. Sarà una sfida che vedrà noi veneti perdere di fronte agli ultimi tranci. L'ultimo giorno prima visitiamo la struttura della comunità misionaria di Nola dove è allestita una stupenda mostra di presepi animati così realistici da sembrare quasi veri, poi torniamo nella città di Napoli per vederla sia sotto sia sopra. Ci fa da guida sempre Nicola. Purtroppo salterà la visita alla Cappella di San Severo dove avremmo voluto vedere anche il famoso ed incredibile Cristo Velato. La città è invasa dai turisti e la coda è lunga un quartiere! Chiude la giornata la visita al bellissimo ed impressionante mondo sotterraneo di Napoli andando in particolare alla Galleria Borbonica. Un maestoso tunnel artificiale costruito a metà ottocento che doveva addirittura permettere il passaggio di carrozze con lo scopo principale di fornire una via di fuga ai Reali e una via di transito agevolata alle guardie durante le sommosse. Il lavoro intercettò l'aquedotto del 1600 mettendo alla luce vecchie maestose cisterne alte anche 50 metri. Vi si legge la storia dei pozzari, piccoli omini che scendevano di tanto in tanto i profondi pozzi di accesso in opposizione su piccole nicchie per fare manutenzioni di vario genere. Il tunnel Borbonico è diventato un luogo suggestivo anche per la presenza di veicoli d'epoca essendo stato utilizzato come deposito giudiziario. Ha fatto anche da rifugio per migliaia di napoletani durante la Seconda Guerra Mondiale ed era stato utilizzato persino come discarica. Gli speleo hanno dovuto fare un grosso lavoro di scavo e di pulizia per renderlo il luogo fantastico che è ora. Non ci è mancato anche un giro in zattera lungo il tunnel della vecchia metropolitana costruito e mai completato per i mondiali di calcio del '90. Uno scandalo finanziario trasformato in attrazione turistica. E così siamo arrivati all'ultima mattina, quella della nostra partenza e chiudiamo in bellezza visitando alcune parti dell'Eremo in cui eravamo ospiti guidati da Don Gianni che ci mostra anche il suo lavoro e la sua abilità come falegname e artista del legno. Le penne realizzate da lui stesso tutte in legno sono delle vere opere d'arte! E con questo è finito o quasi il nostro bel giro quaggiù. Ci aspettano un bel po' di ore di viaggio. Per evitare il traffico e vederci bei posti di montagna decidiamo di passare per la Piana delle Cinque Miglia (Aquila) e poi molto più in su nella Provincia di Pesaro e Urbino nelle Marche a casa mia e al nostro Museo Storico della Linea Gotica di Casinina, allestito in 30 anni da mio padre e dalla mia famiglia. Qui io e mia sorella ci separeremo dagli altri che dopo tre orette sbarcheranno a casa in quel di Marostica e dintorni, carichi anche di belle esperienze. Valentina Tiberi 

 

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Sulla terrazza panoramica dell'Eremo con vista Vesuvio

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Le cellette dell'Eremo

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Passeggiando per i 7 ettari della corte dell'Eremo

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Colazione con Don Gianni

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Si apre una botola nella sala da pranzo e sotto si scopre una grande cisterna

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Cinghiali della fattoria dell'Eremo

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Fattoria dell'Eremo

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Il re della fattoria

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Napoli il Maschio Angioino

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Napoli Piazza Plebiscito

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Lu Vesuvio

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Napoli città

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Mangiando il coppo

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Ovviamente il Babà

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Pizza al metro

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Camminando sul Vesuvio

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Il cratere sommitale

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Dentro il cratere

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Barbastrji in cima al Vesuvio.

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A sx il cratere, a dx la costa.

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Cavità vulcanica nelle lave del Vesuvio

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Ercolano (in primo piano) e le case di oggi sullo sfondo

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Ercolano

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Il più bel mosaico ritrovato ad Ercolano

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Pavimento in mosaico terme di Ercolano

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Ercolano: bottega

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Strada di Ercolano

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Ercolano, affreschi

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Ercolano, locanda

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Ercolano

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Ercolano: coloro che si erano rifugiati (inutilmente) nei magazzini del porto

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Mostra di presepi a Nola

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Vico Equense

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Napoli, Galleria Borbonica

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Galleria Borbonica tratta dal sito www.galleriaborbonica.com

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Galleria borbonica auto storiche

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Galleria borbonica

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Galleria borbonica

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Don Gianni al lavoro per creare le sue penne-opere d'arte

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Le penne artigianali di Don Gianni

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Jeep Willys nel Museo della Linea Gotica di Casinina

 

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