Giù per il torrente sotterraneo della Giasara

Giù per il torrente sotterraneo della Giasara

30 mar. 2018  Fra le grotte della Val Ceccona (Conco) la Giasara è quella forse più ricca di acqua. A -50/60 m di profondità il silenzio dei primi pozzetti è interrotto dal fragore di un bel torrente sotterraneo nel quale vanno ad immettersi altri due arrivi d'acqua. Con lo scioglimento della neve di questi giorni sapevamo l'avremmo trovata più rumorosa e affascinante e abbiamo deciso di farci un giro lampo. L'acqua l'abbiamo incontrata già a -20 m con un rivoletto che ci ha benedetto quasi subito, poi la solita anticamera di silenzio e quindi il fragore. Quando ci siamo affacciati alla finestra naturale che porta sullo scivolone prima del Petit Garcon, lo spettacolo di flutti era in piena conduzione. I livelli idrici, erano perfettamente accettabili per la progressione ma la vista dall'alto di questo tubo inclinato spruzzato d'acqua, immerso nella suo nebuloso grigiore fa sempre un certo chè. Chi viene in questa grotta per la prima volta certamente avrà la sua bella esitazione prima di andarsi a ficcare laggiù ed effettivamente la scelta va ragionata. Qualche giorno fa era fattibile scederlo e siamo arrivati fino all'imbocco del sottostante pozzo da 50 m sfruttando un piccolo dentino di roccia per fare un deviatore che ci portasse fuori dalla cascata altrimenti nell'ultimo tratto ci saremmo fatti letteralmente la doccia o meglio avremmo rinunciato a scenderlo. Sorprendente come anche fino a -100 m in questi ambienti così bagnati si ritrovi una tale moltitudine di cavallette che sono più tipiche delle tranquille zone prossimali all'ingresso. Visto il tempo scarsissimo che avevamo a disposizione per questo giro ne abbiamo approfittato solo per risalire l'arrivo d'acqua principale di una bella via attrezzata dagli speleo del gruppo asiaghese che sono anche coloro che hanno esplorato la grotta. Qui alcuni pipistrelli solitari sembrano badare alle corde insieme alle rudiste, molluschi mesozoici a forma di calice che abitavano le scogliere e che si lasciano ammirare in un livello di roccia ricalcato dalle corde del traverso che porta dalla finestra alla prima corda in salita. Un tiro di qualche metro, poi uno di una decina e ci si infila in un meandro disostruito interessato da un rivoletto d'acqua. Di qui viene giù tanta aria, forse la via porta fuori ad un altro sconosciuto (?) ingresso della grotta. In uscita il tepore della grotta viene guastato dall'aria gelida che entra dall'ingresso per 20 fastidiosissimi metri sopra le nostre tute inzuppate ma va beh, è sempre una sofferenza che vale la pena. La squadra di questa uscita oltre a me è stata composta da Marina Presa e Giacomo Pilati e anche se la puntata è stata brevissima abbiamo visto la grotta o meglio il suo pezzetto iniziale, forse sotto la sua veste più affascinante. Probabilmente il lungo meandro oltre i -200 già normalmente quasi totalmente allagato sarà stato impraticabile e chissà l'acqua fin dove è risalita. L'esplorazione in questo periodo è sicuramente improponibile. Dove va a finire? Con quali altre grotte ha a che fare la Giasara e le sue sorelle vicine? Forse anche con i buchi soffianti posti alla stessa quota che stiamo esplorando sopra i Ciscati, chissà. Un giorno prima o poi qualcuno, chissà chi e chissà quando, lo scoprirà. Forse, magari proprio noi. Valentina Tiberi

 

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