In grotta per un progetto multidisciplinare di Scienze

In grotta per un progetto multidisciplinare di Scienze

UNA COLLABORAZIONE CON LA SCUOLA PRIMARIA DI PIANEZZE

4 mar. 2018  Le rocce e ciò che le modella trasformandole in paesaggio non sono una scenografia distante e passiva della nostra vita. I muri delle nostre case e delle nostre cittadine ci fanno a volte perdere la percezione di appartenere ad un più ampio ecosistema che si estende al territorio naturale oltre i centri abitati. Assume una dimensione addirittura globale se pensiamo a tutte le interconnessioni che la nostra vita ha col resto del mondo, forse la più immediata da immaginare: quella alimentare. Le rocce e il loro modellamento hanno creato la forma del nostro territorio, la circolazione delle acque, la predisposizione alle frane, il tipo di suolo che favorisce la diffusione di alcune colture piuttosto che di altre, hanno determinato la storia umana che è rimasta impressa sui versanti con resti di opere che testimoniano lo sfruttamento delle risorse, la lotta alla sopravvivenza. Di fatto il nostro vivere è una grande mediazione fra la natura che cerca di fare il suo corso e le necessità umane, troppo spesso attraverso un rapporto conflittuale che va a discapito della nostra salute. La comprensione dei meccanismi geologici e geomorfologici dunque è fondamentale per sviluppare una coscienza di vita sostenibile. E' una base educativa e formativa che va sviluppata durante l'intero percorso di crescita dell'individuo fin dalla tenera età. In quest'ottica come Sezione CAI Marostica e come Gruppo Speleo dei barbastrji, stiamo collaborando con la Scuola Primaria di Pianezze che ha elaborato un importante progetto multidisciplinare di Scienze, in collaborazione con ANISN di Rosà (associazione nazionale insegnanti scienze naturali) presieduta da Paola Carlotto. Il progetto, rivolto ai bambini dalla classe prima alla quinta, prevede sia lezioni teoriche in aula, sia uscite sul territorio e fra queste anche escursioni alle grotte di Marostica. Pochi sanno e immaginano infatti che anche a pochi passi da casa nostra vi siano grotte, alcune di uno sviluppo anche considerevole. Sono state scavate da torrenti sotterranei in tempi geologici, sono tutt'ora luogo di transito e di stazionamento dell'acqua che beviamo, sono le responsabili del modellamento del paesaggio esterno e sono la casa per molte forme di vita sia altamente specializzate, sia per quelle che vi trovano il luogo ideale per lo svernamento. L'aspetto biologico in questo caso è estendibile non solo alle grotte naturali ma anche alle cavità antropiche come ad esempio alcune opere belliche del primo e secondo conflitto mondiale. Ormai da diversi anni gli speleologi del nostro gruppo le studiano e le fanno conoscere ad adulti e bambini. Ieri abbiamo guidato in un primo sopraluogo le Maestre della Scuola di Pianezze e altre dai plessi del circondario. Abbiamo visitato una cavità artificiale e una grotta naturale. La prima a San Luca interessante per la fauna che qui vi trova rifugio. E' stata una visita a metà per non disturbare un bel tasso in letargo nel suo pagliericcio di foglie. Siamo poi andati al Buso delle Anguane di Crosara, un canyon a misura d'uomo dove con un percorso fattibile per chi non abbia particolari limitazioni fisiche, si può sperimentare facilmente com'è una vera grotta non turistica. E' un paesaggio sotterraneo che va guadagnato con il contatto diretto con la roccia, con movimenti che non sono propri del nostro muoverci in superficie. E' in realtà più un lavoro mentale che fisico perchè ci si trova in un ambiente senza luce, senza tempo, senza i riferimenti consueti delle nostre giornate. Un ambiente quasi alieno che ci pone davanti alle nostre paure recondite, fantasie ancestrali, luoghi comuni, proponendoci l'irresistibile  fida di superarle. Le grotte infatti oltre ad essere un meraviglioso laboratorio naturale di educazione ambientale diventano una bella palestra per aumentare la propria autostima e la fiducia nel gruppo di persone con le quali ci si trova a condividere l'esperienza. Sono un mondo che ogni spiegazione non potrà mai rendere quanto la sperimentazione diretta. Ora spetterà ai bambini farne esperienza. Saranno solo alcuni delle centinaia che negli anni abbiamo guidato a queste cavità. Servirà loro anche per capire che il nostro territorio nasconde scenari naturali inaspettati che meritano di essere visti e compresi. Che non serve andare lontano per trovare una natura ricca di fascino e bellezza. Ammireremo i fossili di un antico mare vecchio di 30 milioni di anni, un mare caldo che ospitava coralli e ricci di mare, osserveremo le rocce nere basaltiche che testimoniano la presenza di antichi vulcani, scopriremo forme bizzarre create dall'acqua, testimoni anche di climi passati diversi da quello attuale. Capiremo anche infine come l'uomo sia uno dei più grandi agenti che modellano il territorio. Valentina Tiberi

 

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