Sfidando il freddo per il Buso della Vallunga

Sfidando il freddo per il Buso della Vallunga

1 mar. 2018  Quando c'è passione e determinazione, il desiderio di farsi incantare da ciò che ci offre la natura, che per noi si materializza nelle grotte con i loro misteri, non è certo il freddo o qualche fiocco di neve a farci desistere. La nostra meta di qualche giorno fa poi, il Buso della Vallunga, poco sopra il Puffele di Conco, è di una bellezza che merita certamente un po' di sofferenza. E così ci troviamo io, Piero Manghisi e Giacomo Pilati un mercoledi mattina a -9°C in mezzo ad un fioccare di neve veloce. Un caffè e quattro chiacchiere al Ristorante Puffele dove ormai sono abituati alla nostra presenza, poi via a cambiarci in mezzo alla neve, sù le ciaspole e poi in cammino alla volta della nostra grotta. La salita su per la bella mulattiera bianca ci scalda poi eccoci davanti a sua maestà il nero profondo del salone della grotta che si mostra già da fuori attraverso il suo ampio, bellissimo ingresso. Da sopra non si riesce a percepire le dimensioni della grotta sottostante, si vede solo un nero offuscato che cancella i limiti del nostro immaginario. Un nero reverenziale, inumano sul quale ricamare tenebrose fantasie miste di timori e desiderio di definizione. E' bellissimo.

Entrare dentro questo buio ci richiede più tempo del previsto e un po' di manovre acrobatiche perchè la corda si congela in un attimo. Però eccoci tutti giù nel salone, anfiteatro naturale dove vanno in scena silenzio, roccia, penombra emaestosità. Spettacolare. Inebriante. Il freddo entra anche lui potente perchè questo grande ambiente subito all'inizio ne fa una trappola ma so per esperienza che questa grotta butta fuori la sua aria calda tutto l'anno e dunque mi aspetto di trovarla piu giù. Ed infatti dopo la stretta fessura che porta giù ai pozzi ci troviamo a passare da un freddo da far battere i denti ad un caldo che sembra di stare davanti ad un phon. Quasi quasi non vogliamo tornare fuori. Scendiamo giù un po' per i pozzi riguardando meglio alcune situazione esplorative che ci erano rimaste in sospeso, benedetti dal consueto perenne torrentello. Bella grotta, bella davvero e chissà cosa nasconderà ancora.

Il rientro è veloce e piacevole. Non si percepisce nemmeno il grande freddo e ascoltiamo le nostre ciaspole frusciare lungo la pista fatta all'andata. Chiudiamo la giornata con un bel vin brulè che ci sta proprio. Siamo cambiati a metà e sporchi di fango. Però bella avventura. Meritava. Valentina Tiberi

 

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