Esplorazione voragini in Val d'Inverno a Marostica

Esplorazione voragini in Val d'Inverno a Marostica

25 gen. 2018  Il carsismo sulle colline di Marostica continua a creare voragini di varie dimensioni alcune delle quali sono conesse a vere e proprie grotte che si nascondono al di sotto. Nelle scorse settimane ne avevamo individuate numerose su per una valletta laterale della Val d'Inverno, la stessa dove si apre la Grotta di Costalunga. Alcune di queste voragini si presentano con un'apertura, un buco, per lo più di dimensioni di qualche centimetro però dietro a questo foro in un caso abbiamo scoperto un ambiente più grande, addirittura un pozzo che sembrerebbe fondo una quindicina di metri. Torniamo così in zona per provare a scenderlo e cercare di capire meglio se sotto le altre voragini possa nascondersi una grotta oppure no. La squadra è composta da me, Maurizio Mottin e Massimo Santini. La temperatura è mite essendo già tarda mattinata ma appena ci addentriamo nell'ombra della valle riscopriamo il perchè del suo nome. Ci dividiamo così riusciamo a vedere più cose tanto siamo tutti nel raggio di qualche decina di metri. La maggiorparte delle voragini, sembra ben tappata, niente grotte al momento salvo quella con il pozzo da 15 che ci dà da fare tutto il giorno. Ha infatti la forma di una fessura dove l'acqua ha scolpito appuntite lame di roccia e le dimensioni sono giuste giuste per il passaggio di una persona. Maurizio e Massimo lavorano sodo qualche ora per mettere in sicurezza la parte iniziale dove incombono terra e qualche bel sassone poi sembrerebbe l'ora di poter scendere. Ci prendiamo in giro sul fatto che questa esplorazione saebbe stata adatta a "fessuristi" cioè gente magra e piccola in grado di passare per i passaggi piu stretti e vedere il piu possibile, invece gli scavatori accaniti del gruppo, siamo noi che non possiamo proprio vantare una silouette da strettoisti. Va beh, alla fine dopo vari tentativi riesco ad infilarmi io ma sarà una discesa lentissima perchè quasi alla ceca dovrò rompere alcune lame di roccia lungo il pozzo. Alla fine riesco a poggiare i piedi su quello che sembra essere forse un terrazzino o scivoletto a 4 m di profondità. Intravvedo che la grotta continua e del resto non poteva che essere così: manca tutto il resto del pozzo che sentivamo lanciando sassi ma sono praticamente schiacciata tra due fette di roccia e non riesco a piegarmi per entrare nel passaggio semi orizzontale ai miei piedi. Niente di impossibile comunque basterà togliere la prossima volta qualche altra lama di roccia e passeremo. Nel frattempo Massimo e Maurizio fanno una battuta nel bosco là attorno, Massimo individua un buco interessante che ormai ci lasceremo per il prossimo giro. Finiamo la giornata con un salto alla vicina Grotta di Costalunga, fonda una dozzina di metri e lunga quasi 150, per pianificare future esplorazioni. Questa grotticella storica è carina e ha ancora tanto da riservare. Ci suggerisce anche la portata degli ambienti che si nascondono sotto quei versanti. Vista anche l'aria che buttava fuori il pozzetto ci aspettiamo qualcosa degno delle nostre fatiche. Valentina Tiberi

 

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