San Luca, Buso dea Volpe ritrovato

San Luca, Buso dea Volpe ritrovato

08 gen. 2018  Fra le grotte che ricadono nel Comune di Marostica che ci mancava da ritrovare c'era il Buso dea Volpe di San Luca, una cavernetta bassa ed orizzontale lunga una ventina di metri esplorata dal Geo CAI Bassano nel 1989. Chi conosce la zona ci aveva raccontato più volte che una frana ne aveva quasi del tutto obliterato l'ingresso ed ora sarebbe stato difficile arrivarci e trovarla e magari all'occasione giusta ci avrebbero anche accompagnato volentieri. Qualche giorno fa, avendo un paio d'orette libere io e Maurizio decidiamo di fare un giro nella zona del buso tanto, la grotta doveva essere là e mal che fosse andata, ci saremmo visti un angolo di casa che non conoscevamo. Non appena arriviamo sul posto e iniziamo a studiare il pendio per decidere come fare la nostra ricerca un gruppetto di donne affacciate ad un parapetto più in alto gridano a squarcia gola dicendo qualcosa che ha a che fare con le immondizie, ma sono lontane e non si capisce con chi ce l'abbiano. Osservando però l'accesso al bosco con un eccesso di cartelli di divieto di scarico e proprietà privata intuisco con un po' di irritazione che ce l'hanno con noi e infatti ci raggiunge correndo un signore che ci grida con fare minaccioso di non gettare immondizie nel bosco. Non appena arriviamo l'uno in faccia all'altro capisce subito l'equivoco, siamo speleologi e siamo qui per cercare grotte non per scaricare immondizie nel bosco! Ci spiega che sono stanchi di ripulire rifiuti mostrandoci un aspirapolvere di recente buttato giù oltre il tornante. Sicuramente ammirevole la dedizione ed il controllo solerte di queste persone nella protezione della loro terra e non si capisce proprio perchè oggi come oggi uno debba trovare più facile buttare giu per un bosco un elettrodomestico quando può portarlo in un vicino e comodo ecocentro, anche se urlare indiscriminatamente con tono minaccioso ai passanti è una modalità un po' discutibile. In ogni caso dopo questo "benvenuto" i proprietari del bosco ci indicano dove dovrebbe essere la cavità che stiamo cercando. Passiamo però un'ora abbondante a girare in mezzo ai rovi e alle frane nell'arco di soli 100 metri senza trovare niente. O meglio trovo solo un buchetto, molto interessante, un cucnicolo che potrebbe diventare una grotta ma non è quello che stiamo cercando. Ripieghiamo così verso l'auto con un po' di delusione quando proprio a poche decine di metri dalla strada da tutt'altra parte da dove ci era stato indicato, ecco un ampio portale in cima ad una paretina. Entrare non è proprio facile. Un laminatoio, una via va a destra, un'altra a sinistra, alcuni piccoli caminetti hanno creato in superficie delle piccole voragini che hanno portato terra dentro. Una volta a casa riguardiamo bene il rilievo. Si deve essere questo il Buso dea Volpe anche se la cavità che abbiamo trovato è più piccola perchè la terra ha chiuso un po' i passaggi, ma la morfologia dell'ingresso è quella e non c'è traccia di frane, persino i sassi disegnati all'imbocco sono ancora là. Non è però la cavità che ci aveva descritto chi frequenta questi boschi e non pensiamo che le indicazioni dateci dai padroni fossero volutamente sbagliate, qualcosa non torna, si tratta di due grotte diverse. Ci hanno parlato di una grotta dove si sta in piedi dall'ingresso quasi completamente nascosto da una frana con grandi concrezioni all'interno... no non è quella che abbiamo trovato, deve esserci una seconda grotta in zona e forse è inesplorata. Lo scopriremo alla prossima. Intanto ci accontentiamo di queste due colorite ore nei boschi di San Luca col bottino di aver ritrovato il Buso dea Volpe che ha anche una bella prosepettiva esplorativa e di aver scoperto un buchetto nuovo molto interessante. Valentina Tiberi 

 

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