Marostica non delude mai! Sempre qualcosa di nuovo

Marostica non delude mai! Sempre qualcosa di nuovo.

11 dic. 2017  Il territorio carsico di casa nostra, le colline di Marostica nascondono un mondo sotterraneo fitto ed articolato dove c'è ancora quasi tutto da esplorare. Ogni volta che si esce a fare ricerca sicuramente qualcosa di nuovo ed interessante lo troviamo. Così qualche giorno fa forse per combattere un po' di malinconia e una piccola nota di tristezza mi scelgo come meta un bosco su per una delle vallette della Val d'Inverno dove Sergio Tasca aveva individuato delle grosse voragini. Quando ci eravamo andati insieme avevamo dovuto combattere contro una giungla di rovi e il breve percorso fatto aveva richiesto molto tempo, ma ora i versanti sono puliti e visibili in ogni metro. Alcuni sprofondamenti molto più piccoli sulle colline piu a sud ci avevano riservato dei bei pozzi, uno addirittura fondo quasi 20 metri e con lago in fondo, diametro 5 metri. E dunque chissà che mostro potevano riservare queste vorgini ben piu grandi! Non ci metto molto tempo risalendo la valletta a trovare un buchetto che sembra inghiottire terra. Apro un po' e sembra poter nascondere una prosecuzione, sembra un meandro, chissà ma il lavoro da fare è tanto, lo scopo del mio giro è vedere cosa c'è in questo posto, se trovo qualcosa di interessante da lavorarci poi in squadra. Sono un po' in avanscoperta, l'apripista per la cavalleria che può arrivare solo dopo. Così segno il buchetto e guardo attorno. Altri avvallamenti mi invogliano a risalire un po' il versante, una, due, tre voragini vicine e molto promettenti. Non sono quelle che avevo visto con Sergio, sono più piccole. Ancora più su però, non molto distante un grosso avvallamento, eccolo! Questo lo avevamo già visto. Sondo un po' il fondo, sembra ben tappato, poi sono attirata da alcune roccette che affiorano più in basso. Qui intravvedo un foro, c'è un buchetto aperto e più mi avvicino più vedo che oltre quel buchetto c'è qualcosa di grande. Punto la luce, eh si! E' un buco aperto! Butto giù un sasso e sorpresa, rotola rotola sbatte per un bel po'. Cade per diversi metri! Bello! Le dimensioni iniziali sono al limite della transitabilità, anzi per passare bisogna lavorarci e mettere in sicurezza la terra che incombe sopra il salto. Segno e posiziono il buco già pensando a quando poter proporre ai barbastrji di venirlo ad esplorare. Elettrizzata e senza pace. Marostica non delude mai! Nel mio girovagare trovo un altro buco, si vede che probabilmente un tasso lo ha usato come casa ma qualcosa mi puzza, secondo me dietro c'è una grotta. Il sole ormai sta calando ed è ora di rientrare, un salto anche all'ingresso della soprastante Grotta di Costalunga per vedere come è la situazione poi torno a casa con in testa una sola domanda: quando?

Passa giusto un giorno che trovo Elena Giachin che ha voglia di fare qualcosa la sera e decidiamo di venire qui. In realtà siamo in tre: io, Elena e Piccone il Figone. Prima andiamo a rivedere la Grotta di Costalunga. Io ci sono stata solo una volta dieci anni fa e l'Elena mai. E' una grotta dalla morfologia importante mi sembra strano che la sua unica prosecuzione possa essere quell'infimo budello che parte alla base dei pozzi. La grotta si apre proprio a margine del torrentello della Valle San Martino quasi sempre in secca, ma si vede chiaramente come la grotta sia ancora attiva e come in alcuni momenti possa anche allagarsi. L'ampio portale d'ingresso è il residuo del crollo di una bella galleria dove si sta quasi in piedi. Sul pavimento si aprono due pozzetti. Li attraversiamo per vedere il fondo della galleria perchè i pozzetti si sono formati dopo. Qui deve continuare! Ed effettivamente ora vedendola anche con occhi diversi è evidente che qui, oltre questo deposito di terra deve andare avanti grande. C'è anche un buchetto che lascia intravedere qualcosa. Bisogna esplorare qui. Ovviamente non mancano vecchi rifiuti portati dentro dall'acqua. Andiamo poi a scendere il pozzo principale. Abbiamo con noi il trapanino e per fortuna perchè l'unico spit piantato ha ormai diversi decenni, messo dai primi esploratori che sono stati gli speleo del Club Speleologico Proteo di Vicenza. Emerge dalla roccia e sembra sgranocchiato da un topo; assolutamente inutilizzabile. La roccia è quasi tutta inconsistente ma troviamo comunque dove fare il buco per due Multimonti. Deviatore su stalagmite e scendiamo lungo il pozzetto di una decina di metri frastagliato in lame di roccia. Ed eccoci nel meandrino, impostato su un livello conglomeratico, Elena va avanti per vedere se riesce a vedere meglio dove dieci anni fa ci siamo fermati perchè non ci passavamo più. Avanza, avanza fino a che un groviglio di filo spinato portato dall'acqua decreta il suo limite ultimo. Va beh, non importa, torniamo fuori che c'è il pozzeto che ci aspetta. Sul viso ci sferza una potente aria che entra dalla grotta. Che aria! Interessante. Tanta aria. Torneremo.

Eccoci presto davanti al pozzetto che avevo scoperto il giorno prima. E' già abbastanza tardi ma riusciamo comunque a sistemarne un po' l'accesso  in modo da vedere meglio di cosa si tratta. Non è proprio verticale infatti, va giù un po' inclinato e noi ci siamo arrivati da di lato. Elena che è più fina si infila di testa assicurata con la longe e rassicurata che poi la tirerò fuori tirandola per i piedi se dovesse servire. Poi mi infilo anche io. Tutti i sassi anche grandetti che buttiamo giù se li mangia questa voragine e questo ci lascia sperare che al fondo ci sia una continuazione. Sarà un 15 metri minimo! Beo ciò! Una volta che ne liberiamo l'ingresso dalle nostre masse corporee è allora che assistiamo allo spettacolo di una colonna di vapore caldo che esce dalla grotta. Una bella aria calda esce potente, sotto ci deve essere qualcosa di importante. Torneremo presto! Valentina Tiberi

 

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Ingresso Grotta di Costalunga

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Galleria iniziale della Grotta di Costalunga

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Concrezionamenti, Grotta di Costalunga

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Elana mentre fora per i Multimonti

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Ingresso del pozzo principale

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Pozzo

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Pozzo principale Grotta Costalunga

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Meandro nei conglomerati

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Il meandro che diventa un "budello" alla base dei pozzi

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Conglomerato

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Sempre nelle parti basali Grotta di Costalunga

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Ingresso del nuovo pozzo da 15 metri

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