Abisso est: esplorazioni sul 90 d'ingresso

Abisso Est: esplorazioni sul 90 d'ingresso

27 nov. 2017  La prima volta che abbiamo sceso il 90 dell'ingresso diretto dell'Abisso Est e abbiamo visto tutti quei camini, finestre e meandri di tutte le dimensioni che si gettano sul pozzo a varie altezze, abbiamo pensato: qua c'è ancora tutto o quasi da esplorare!? Così io e Maurizio Mottin ieri siamo tornati per iniziare a vedere bene queste possibili prosecuzioni. Siamo partiti dalla finestra più semplice da raggiungere, già da lontano visibilmente inesplorata con tutti quei sassi sul bordo pronti a cadere giù solo con la forza del pensiero. Era evidente che nessuno vi era mai entrato.

La giornata è fredda e nebbiosa con qualche goccia di pioggia, cose che rendono i boschi di Campo Rossignolo (Lusiana, Altopiano di Asiago) di una piacevole desolata quiete inaugurata dal passaggio di un branco di grandi mufloni che con il loro passo pesante ci hanno dato una bella lezione su come ci si inerpica per ripidi pendii crepacciati dal carsismo. Carichi come muli siamo ben presto all'affaccio dell'occhio nero del 90, anch'esso pieno di fitta nebbia. Armo ormai consolidato, fatto ex novo le scorse uscite, e poi si attrezza il pendolo per entrare nella finestra. La raggiungiamo con un po' di fatica viste le pareti lisce e scivolose come il sapone. La finestra in realtà si compone di due aperture, una alta che visibilmente chiude dopo un metro ed una finestra subito sotto, in fondo alla quale sembra si apra un meandro. L'armo ci permette di entrare comodi. Oltre il mucchio di sassi appoggiati sul ciglio in realtà scopriamo che le vie sono due: un pozzo e il meandrino che già si vedeva da fuori. Decidiamo di esplorare prima il pozzo. Già buttando giù dei sassi avevamo capito che si rigettava nel 90, probabilmente da una delle grandi finestre ben visibili scendendo il grande pozzo. Il pozzetto scende di una decina di metri scarsi, bello liscissimo e atterriamo su una bella piattaforma di sassi che si getta sul 90 proprio dove pensavamo. Da questa base partono due meandrini, uno piccolissimo e visibilmente frequentato da bestiette che vi hanno lasciato numerosi escrementi, l'altro più grande, che lascia intrevedere un ambiente grande un paio di metri più in là. Il sasso lanciato oltre fa un pozzo sconosciuto per ricadere ancora una volta giu per il 90 probabilmente da una grande finestra/camino più in basso. Torniamo su per andare a vedere il meandrino prendendoci il nostro tempo per fare tutte le osservazioni possibili e fare foto, non mancando di notare come questa parte di grotta (come altre) sia piena di forme stile pelli di leopardo tipiche delle grotte ipogenetiche.

Ci attardiamo anche ad ammirare il 90 illuminato dalla luce esterna che visto da qui sembra ancora più maestoso con i suoi riflessi bluastri. Scrutiamo con comodità anche le pareti opposte del pozzo individuando delle forme che potrebbero nascondere altre prosecuzioni. Rieccoci in cima al bel pozzetto e proviamo ad infilarci dentro il meandrino. Il primo metro è transitabile, poi una fetta di roccia rende impossibile passare ma dietro si capisce che continua. Maurizio lancia un sasso. Lo sentiamo fare un saltino di un paio di metri poi dopo un paio di secondi  sbattere ancora su sconosciute cenge, rimbalzare ancora, rotolare giù fino a risbucare anche lui nel 90 e di qui trovare pace sul ghiaione di fondo. E dunque qui dietro c'è un altro pozzo parallelo che dopo minimo 30-40 m si ricollega al 90. Cerchiamo di buttare oltre la curva la macchina fotografica per capire se sia un ambiente percorribile anche se già dal rimbombo fatto dai sassi si capiva che era grande. La macchinetta riprende oltre la curva un bel nero profondo ed intenso. Puntando la mia potente luce riusciamo con le foto a beccare una parete di questo ambiente. Porca miseria! Che grande! E non si vede il soffitto. Sembra che il meandrino intercetti un bel caminone, grande, davvero grande. Sebbene abbiamo già verificato che al suo fondo sicuramente una sua prosecuzione è il 90, chissà nella sua magnifica grandezza alta diverse decine di metri se nasconderà altre vie? E chissà se la potente aria che butta fuori è solo frutto di una regolazione termica fra le differenti temperature lungo il 90 e i camini ad esso annessi  o viene da un'altra parte? Mentre bucavo per mettere l'ultimo ancoraggio fuori dalla finestra la polvere prendeva una traiettoria orizzontale, sparata via dall'aria che proveniva da questo meandrino. Chissà? Chissà? Solo scendendolo si potrà capire, ma dovremo farlo un' altra volta, visto che la cosa richiederà un piccolo lavoro di disostruzione.

Risaliamo con la corda che aveva iniziato a congelarsi, appagati da queste poche ore di grotta che ci hanno regalato l'esplorazione di un pozzetto parallelo al 90 e il sogno di un ben più grande ambiente che, fosse anche che si rigettasse unicamente sul pozzone d'ingresso, andrebbe ad aggiungere alla grotta, un ambiente degno di nota. Riguardiamo anche bene la morfologia del pozzo studiando come raggiungere le altre finestre/meandri. Davanti ad una pizza e poi al tepore di casa ragioniamo meglio su quanto abbiamo visto. Facciamo anche alcune osservazioni più scientifiche che certamente nella contingenza del momento quando le forze erano focalizzate su problemi più pratici difficilmente potevano avere tutta la nostra concentrazione. Ad esempio l'origine anomala dei sassi appollaiati dentro la finestra o in altre che abbiamo visto, dove non siamo ancora entrati. Non sono arrivati là per crolli del soffitto ne' dell'attuale 90, ne' tantomeno portati dall'acqua del meandro. Sono a più altezze dentro incavi delle pareti del pozzo e lasciano pensare che nel recente tempo geologico il pozzo avesse aspetti diversi. Forse c'era un tempo in cui il pozzo aveva un ghiacciaio interno che subiva com'è normale e naturale, le sue oscillazioni sia a livello stagionale sia nell'arco di tempi più lunghi. Sulla superficie del ghiacciaio/nevaio che probabilmente era inclinata e faceva dei pendii, si accumulavano dei detriti caduti dall'alto che rotolando sulla sua superficie forse andavano a riempire le cavità/nicchie/cengette che si aprivano sulle pareti del pozzo, rimanendovi una volta che il ghiacciaio si è completamente ritirato. Magari un giorno altri indizzi ci faranno capire meglio questa cavità molto complessa e per nulla scontata che ha sicuramente tanto ancora da riservare. Già solo per verificare tutto quanto abbiamo visto che si getta sul 90 facendovi tutte le domeniche uscite mirate andrebbero via mesi (solo nella triste ipotesi che ogni finestra chiudesse quasi subito); quanto lavoro c'è da fare ancora! Valentina Tiberi

 

DSCN0372

DSCN0374

DSCN0377

DSCN0389

DSCN0408

DSCN0414

DSCN0433

DSCN0442

DSCN0443

DSCN0449

DSCN0455

DSCN0485

DSCN0495

DSCN0517

DSCN0520

DSCN0544

DSCN0549

DSCN0556

DSCN0592

DSCN0612

DSCN0616

DSCN0649

DSCN0653

DSCN0657

DSCN0661

DSCN0719

DSCN0714

Joomla templates by a4joomla