Abisso Est, discesa dal 90 dell'ingresso principale diretto

Abisso Est, discesa dal 90 dell'ingresso principale diretto

17 nov. 2017  Attualmente l'Abisso Est di Campo Rossignolo, Lusiana, è la grotta da corso per antonomasia soprattutto perchè ha una via d'accesso fatta da comodi salti che spezzano notevolmente la progressione fino -90 m. Dal cono detritico che qui si trova e che originariamente bloccava la prosecuzione della grotta, si può ammirare la spettacolarità della luce che viene proiettata dall'alto da un altro ingresso, più diretto, che sarebbe poi l'ingresso principale della cavità. Quest'ultimo, penso, non viene più frequentato da anni forse decenni. Ieri pomeriggio ci armiamo di tutto punto io e Ludmila Moraru per scenderlo anche nell'allettante prospettiva di poter fare un bel tiro lungo di corda, magari anche un tiro unico di oltre 80 m fino al fondo. C'è ancora qualche cm di neve sulla strada sterrata che ci porterà a pochi minuti dalla grotta, ci cambiamo in fretta visto il freddo mentre passa anche qualche sparuta macchina. Una di queste con a bordo un paio di signori paffuti di una certa età forse cacciatori si ferma con aria stupita e prima di formulare la classica domanda aspettano un po' forse per capacitarsi meglio. Si, rispondiamo stiamo per andare in grotta. "Sio matte? Voialtre do? Gavio visto il video de quei de Asiago sugli Abri? La conossì? Ah noialtri non andremo mai dentro par de à, visto che robe strette?". Ah si conosciamo conosciamo rispondo, ed esistono anche grotte fonde il doppio in Altopiano rispetto agli Abri Sassi, pensi un po'? Continuamo le nostre argomentazioni secondo il copione di ogni volta, poi questi signori, riprendono la loro marcia in una lentezza dettata evidentemente ancora da uno stupore insoddisfatto mentre noi continuamo a cambiarci in mezzo alla neve.  Ed ecco pronte le donne! Non ci facciamo neanche una foto questa volta perchè vogliamo essere efficienti ed entrare in grotta con la luce del giorno senza perdere tempo. Risaliamo il pendio che dall'Abisso dei Tre Ingressi porta all'Abisso Est, dirò un po' disorientate da un bosco così nudo, spoglio, sarebbe il periodo perfetto per cercare nuove grotte, penso, vista la visibilità. Arrivate davanti al buco che si apre in mezzo ai campi solcati come un occhio nero, valutiamo subito da quale lato scenderlo. Arma Ludy che è in astinenza da abissi e si muove alla velocità della luce. Corde, trapano. Ci aspettiamo di dover armare da zero ed infatti non troviamo i vecchi tasselli ma poco male siamo attrezzate. Appena ci sporgiamo sull'orlo e puntiamo giù le nostre potenti luci ci capacitiamo ben presto che una calata diretta fino in fondo probabilmente non è realizzabile. Ludy continua a scendere e a frazionare. Fraziona, fraziona, altro che tiro unico! Arriviamo giù che avremo fatto 6-7 frazionamenti, con tiri di corda fra uno e l'altro di al massimo una quindicina di metri. Però bello, bellissimo. E' scendendo questa via più dell'altra che ci si rende conto dell'incredibile carsismo di questa zona e ci fa capire quanto ancora ci aspetta da scoprire. Nel pozzo si gettano almeno altri 3 camini/meandroni e un paio di meandri più piccoli oltre alla via attualmente utilizzata che interseca il 90 diretto attraverso un' intrigante finestra. Tutto è maestoso, tutto è grande. Ed eccola la cengia, dell'altra via, luogo di tante attese con corsi ed esami, quasi stentiamo a riconoscerla da questa prospettiva. Finalmente Ludy mi comunica che sta facendo il frazionamento che la porterà al fondo. Vai tranquilla Ludy, faccio foto, nessun problema. Pianta giusto giusto l'ultimo ancoraggio che abbiamo dietro con l'ultimissimo residuo di batteria del trapano, che fortuna! Scese tutte e due beviamo un po di the e  mangiamo una barretta veloce complimentandoci per questa nuova avventura perfettamente riuscita; non avevamo dubbi visto il nostro ormai rodato super duetto. Una combinazione che ci ha fatto scoprire tanti intriganti scenari sottoterra, spesso luoghi visti da pochi persino fra gli speleologi, luoghi che probabilmente per la prima volta hanno visto l'ingresso di due sole donne. Di alcuni ambienti forse le foto che abbiamo portato fuori sono le uniche fatte e pur nella loro limitatezza danno l'idea di luoghi molto distanti dalla comune percezione di grotta.

La risalita dal pozzo è veloce, con tutti i frazionamenti fatti e una progressione per lo più in appoggio sulle pareti di roccia, poca fatica. Usciamo che è ormai notte. Questa volta una foto insieme ce la facciamo, in allegra compagnia di una rete di protezione che avevamo pensato di portarci dietro per paura di vederci cadere/buttare dentro roba o bestie dall'esterno, come ci è già capitato, ma che poi non abbiamo usato. I nostri passi scricchiolano nella neve e insieme alle nostre parole sul lavoro ancora da fare per migliorare l'armo e la sicurezza del pozzo, sono gli unici rumori del bosco. E poi via, soddisfatte verso la pianura piena di luci, bella solo da quassù. Valentina Tiberi

 

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