Foza, sintesi delle esplorazioni 2017

Foza, sintesi delle esplorazioni 2017

05 nov. 2017  Con l'uscita che abbiamo fatto questa notte, credo si chiuderanno le nostre esplorazioni 2017 nel Comune di Foza, più esattamente nei boschi sopra Malga Ronchetto, alle pendici del Monte Castelgomberto. Nei prossimi giorni sembra che cadranno i primi fiocchi di neve che decreteranno probabilmente l'arrivo ufficiale della stagione invernale, la chiusura delle strade e l'apertura delle piste da sci in Marcesina, rendendo molto difficoltoso raggiungere le grotte. Staremo a vedere cosa ci concederà il clima.

Viste le previsioni meteo avverse per la domenica, giornata in cui avevamo previsto di continuare l'esplorazione della 4851, abbiamo anticipato l'uscita alla notte. Siamo Io, Maurizio Mottin ed Elena Giachin. Ci era rimasto un solo punto interrogativo da risolvere: la continuazione del Rio Billi oltre la prima saletta. Demoliamo un grande masso che ostruiva il percorso e finalmente si può avanzare verso nuovi e sconosciuti ambienti. Va avanti Elena nel meandrino, visto che è la più piccoletta della squadra. Si infila per le curve tortuose fino a che riusciamo a mala pena a sentire ancora la sua voce. La sua avanzata si ferma però di fronte ad un importante restringimento del meandro che ormai credo decreterà il nostro limite esplorativo per quest'anno in questa particolare cavità. E così chiudiamo la 4851 con quasi 130 m di sviluppo longitudinale, prevalentemente orizzontali, fatti di fusoidi coalescenti e bei meandrini molto carsificati. L'esplorazione di questa grotta è forse il risultato più importante che portiamo a casa nelle nostre ricerche in quest'area ma non è l'unico. Abbiamo mandato avanti l'esplorazione al nostro Leutegrubaloch, un buco soffiante dove le disostruzioni ci hanno fatto entrare in un bel meandrone carsico purtroppo interessato da una grande frana molto ostica da superare. Per l'aria potentissima che tira in questa cavità, dallo sviluppo di una ventina di metri, non mi stupirebbe se un giorno sotto si scoprisse una grotta fonda anche -1000 m. "Leutegrubaloch", che in cimbro vuol dire "luogo freddo e ventoso". Tutta quella zona butta fuori dalle sue grotte, in estate, un'aria freddissima a pochi gradi centigradi, mentre in inverno l'aria viene aspirata rendendo tra l'altro inaccessibili alcuni ingressi per l'accumulo di abbondante neve. Nelle nostre ricerche abbiamo anche appurato che quasi tutte le forme carsiche si sviluppano lungo due direzioni principali: all'incirca E-W e 340°. L'attività di pascolo in passato e la guerra hanno avuto sulla morfologia esterna e quindi sulle grotte un grandissimo impatto portando alla evidente chiusura della maggiorparte delle cavità carsiche. Quest'anno abbiamo fatto anche qualche battuta in esterno scoprendo pozzi nuovi. Di quasi tutti e delle grotte precedentemente descritte siamo sicuri della paternità delle nostre esplorazioni in quanto sono scoperte che hanno implicato talora consistenti lavori di disostruzione e dunque sebbene spesso purtroppo accade che alcuni speleo esplorino senza lasciare traccia ne sul luogo ne divulgando quanto fatto, producendo l'effetto che poi la stessa esplorazione viene compiuta da piu gruppi senza saperlo, beh, non è questo il caso. Due interessanti pozzetti che abbiamo esplorato, uno è fondo 6-7 metri, l'altro una ventina. Quest'ultimo, non siamo proprio sicuri che non sia mai stato sceso prima ma vi abbiamo trovato una bella ed evidente prosecuzione che richiede una facile disostruzione e di sicuro nessuno è passato per di là. Interessante anche la forte corrente d'aria. Non presente al Catasto, l'abbiamo chiamato "I 4 Santi". Un altro fusoide inesplorato abbiamo visto che si cela oltre un pozzetto già noto e anche questo sarà obiettivo delle nostre ricerche ormai per il 2018. Chiudiamo dunque positivamente  il bilancio di un paio di mesi di uscite in questa zona, con la scoperta cumulativa di oltre 160 m di nuovi ambienti sotterranei e un quadro generale del carsismo molto più chiaro che vuole come forma tipica del sottosuolo: fusoidi e ambienti  coalescenti, spesso uniti da flebili diaframmi di roccia e meandrini. Sono grotte molto vechie vista anche la quota oltre i 1500 mslm e questo ha comportato che siano state interessate da vari accidenti quali importanti fagliazioni, ovvero rotture della roccia dovute a terremoti. Una bellissima faglia è osservabile nelle zone nuove della 4851, che sembra essere una faglia trascorrente sinistra con un rigetto, quindi uno spostamento, per fortuna solo di qualche decina di centimetri.

Sotto, alcune foto delle esplorazioni di ieri: la prosecuzione oltre la prima saletta della 4851 del Rio Billi. Ci si rivede probabilmente nel 2018! Valentina Tiberi

 

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