Col D'Astiago, esplorazioni sotto strada

Col D'Astiago, esplorazioni sotto strada

03 nov. 2017  Un paio di settimane fa il nostro Sergio Tasca mi aveva detto di essersi imbattuto in un buco che secondo lui si era aperto di recente lungo la strada per Col D'Astiago poco prima di una malga ... che andava giù almeno un paio di metri... molto interessante. Quando torno a casa il mio entusiasmo viene smorzato facendomi notare che siamo vicini alla casetta del GGG, che ci ha lavorato tanto anche Malo in quella zona e vuoi che non sia andato in "orecia" a quelli di Asiago? Queste considerazioni non scalfiscono minimamente la mia testardaggine e curiosità, tanto che cerco di andare su invano già l'indomani mattina. Tanto in due ore vado e torno! Tra un impegno e l'altro riesco invece a risolvere questo dubbio solo due giorni fa, martedi sera; mal che vada mi dico, avrò visto meglio una zona che poco conosco e mi sarò fatta un giretto in montagna fuggendo dalla cappa della pianura. Avanzo piano lungo la strada sterrata guardando bene lungo i bordi alla ricerca di questo buco preoccupandomi di non riuscirlo a trovare quando sono costretta ad arrestare l'auto di fronte ad una recinzione metallica circolare che occupa quasi mezza strada. *****  ***** Eccolo!!!!! Non può che essere lui! Non importa cosa fosse quel buco, solo uno speleo può capire la languida trepidazione e l'entusiasmo di essere davanti a qualcosa che forse è inesplorato. Parcheggio praticamente a pochi centimetri dalla rete, prendo la luce e mi avvicino. Un buco circolare a larghezza d'uomo ha inghiottito il manto stradale tanto che un auto riesce a transitare ora a fatica. Una rete nuova fiammante lo circonda e per terra ci sono i resti di un nastro rosso e bianco ormai sbiadito. Mi rendo conto che sono passati almeno due mesi da quando quel buco si è aperto. Guardo se ci sono scritte o segni di esplorazioni, niente, eppure a bordo strada una bella paretina di roccia sembra fatta apposta per lasciare la propria firma di esploratori. Anche il bordo del buco, con tutti quei sassetti pronti a cadere giù, sembra vergine, boh, uno speleo qualunque avrebbe fatto presto a fare un minimo di pulizia per infilarvisi comodo e sicuro. Punto la luce dentro e mi appare un bel meandro alto due metri minimo tutto in roccia, è una vera grotta! e sembra quasi che possa continuare in fondo. Mille domande mi vengono in mente: strano che non l'abbiano chiuso con la classica camionata di terra, chissà perchè? Mi rifiondo in macchina perchè altro non posso fare da sola com'ero e fuggo alla volta di Marostica sbarluccicante di entusiasmo perchè quel buco era davvero molto promettente! Sergio hai trovato un signor buco e stanotte non ci dormirò! Decidiamo per l'indomani di scenderlo, dopo le ricerche che avevamo già in programma di fare in Marcesina  e così eccoci qua poco dopo il calare del sole, in quattro: io, Maurizio Mottin, Aurora Costenaro e Massimo De Pretto. Armo sul gancio della macchina, pulizia dei bordi, all'altezza dei miei piedi c'è un restringimento che già intuisco mi darà da tribolare ma per fortuna riesco a passarlo e sono coi piedi sul fondo. Mi trovo dentro ad un vero e proprio pozzetto carsico levigatissimo dall'acqua nonostante la roccia sia ricca di selce. Purtroppo quella che mi sembrava una possibile prosecuzione si rivela una fessura che va inesorabilmente a restringersi e nessun'altra via è aperta. La via di sicuro si nasconde sotto il materiale a pavimento da dove sembra venire anche l'aria ma per capirlo bisognerà fare un bel lavoro che non è cosa per questa sera e... magari si farà se, come è improbabile che avvenga, il buco lo lascino aperto visto il fastidio evidente che da al passaggio per arrivare alla malga che è poche decine di metri più avanti. Purtroppo non abbiamo portato a casa una nuova grotta e magari qualcuno è passato prima di noi senza lasciare nessuna traccia, ma la cavità che abbiamo esplorato è molto interessante e magari chissà in futuro rivelerà cosa c'è sotto. Di certo ci ha regalato una bella dose di emozione ed una piacevole notte insonne. Valentina Tiberi

 

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