Palestra agli Albi di Mandrielle

Palestra agli Albi di Mandrielle

16 ott. 2017  Un luogo spettacolare ci ha ospitati ieri per fare esercitazioni su corda: la bellissima palestra degli Albi di Mandrielle, un grande sprofondamento fondo una quarantina di metri poco distante da Malga Mandrielle in Altopiano di Asiago. Eravamo una bella squadra di barbastrji: io, Maurizio Mottin, Elena Giachin, Marika Cogo, Andrea Grigoletto, Massimo Santini e Silvia Carlesso. Ciascuno si è armato una sua via per entrare in questo bucone in mezzo al bosco che fa coppia con il vicino e fratello Buso della Chiesa, due forme della natura che continuano ad affascinarmi come la prima volta che le ho viste. Si sono formate per il crollo del soffitto di una grotta che tutt'ora non conosciamo perchè nascosta sotto un accumulo di rocce che potrebbe essere spesso decine e decine di metri. La giornata è spettacolare, calda e azzurra e sul ciglio della palestra è ancora piena estate. Ci accoglie in fondo invece il solito gelo che viene su dai blocchi del pavimento; lo si sente anche a folate che ogni tanto letteralmente ci schiaffeggiano mentre siamo intenti a fare le nostre manovre. Le esercitazioni si focalizzano su armo, tecniche di emergenza su corda e progressione, ai diversi livelli a cui sono i nostri componenti della odierna squadra. Ragioniamo anche su quanto Marika, Silvia e Massimo hanno potuto osservare al Centro Studi Materiali e Tecniche del CAI a Padova durante due giornate dedicate a testare vari tipi di materiali speleo sia a trazione lenta sia a prove di caduta. In questa occasione abbiamo anche fatto testare una corda disarmata all'Abisso Gulliver in Grappa, di 17 anni tenuta forse altrettanti in grotta, dalla calza particolarmente usurata che si è rotta ad un carico poco sotto quelli che consideriamo sicuri. Vecchi cordini fettucce e moschettoni rottisi a valori accettabili e molto al di sopra delle nostre aspettative dimostrando ancora una volta come i materiali speleo siano affidabili. Tiriamo quasi notte con le nostre esercitazioni e siamo alle macchine proprio al calare del sole. Quasi esattamente a 3 anni dall'ultima volta, ci accoglie la sorpresa di vedere che la UNO è stata di nuovo aperta da qualche ladruncucolo in cerca di contanti. Per fortuna che al massimo dentro a qualche tasca ci sarà stata qualche barretta scaduta, qualche vecchia batteria e due ombrelli infangati dopo non ricordo neanche quale grotta e che cambiare la serratura ci costerà solo qualche euro. Ti è andata male, sfigatiello, a sto giro, e così possiamo continuare in allegria la serata gustandoci un'ottima pizza in quell'ormai abituale di Bertigo ridendo anche di te. Valentina Tiberi

 

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