Pissigrotta, esplorazioni serali sul Monte Corno

Pissigrotta, esplorazioni serali sul Monte Corno

29 sett. 2017  Eh si, semo sempre in grotta. Le barbastrjie nei dopocena invece di andarsi a bere uno sprizzetto annoiato al solito posto, si cacciano in qualche buso dell'Altopiano per vivere l'avventura unica di esplorare il mondo sotterraneo. Così martedi sera siamo finite sul Monte Corno. Missione: continuare l'esplorazione della grotticella scoperta domenica.  Siamo io, Elena Giachin e Marika Cogo. Domenica avevo esplorato fino ad una strattoia oltre la quale sicuramente una persona fina e non troppo alta ci sarebbe passata per vedere cosa ci fosse oltre. Ore 19,00 ci vediamo a casa mia, Marika ha portato due golosissime pizze che divoriamo nonostante i buoni propositi di stare leggeri in vista dei passaggi stretti che avremmo dovuto affrontare di li a poco. Arriviamo su che ovviamente è notte, in mezzo alla desolazione di un Monte Corno che fino a poco tempo fa brulicava di turisti venuti a godersi la bella montagna per tutti che questi posti sanno offrire. La grotta è a pochi passi dalla strada poco più su dell'incrocio che dalla provinciale sale al Corno. Siamo poco sotto i 1000 m slm.  Eccoci davanti alla grotta, con la mascella dolorante per le tante risate che ci siamo fatte in macchina. Un modesto buchetto che costringe a strisciare cela un bel meandro dove si può stare tranquillamente in piedi. Faccio infilare Elena che è la più fina e poi Marika. Tralascio alcune esternazioni sui ragni che poveretti si godevano la loro pace prima del nostro arrivo ed ora oltre al disturbo devono anche sentirsi dare degli schifosi. Elena riesce a superare la strettoia, Marika le va dietro, fa la curvetta oltre la quale non ero riuscita a vedere la volta scorsa e va un po' avanti. Purtroppo avanza di poco prima di annunciare che un tappo di terra e un netto restringimento chiudono la via. Va beh. Una nuova grotta è stata scoperta, molto interessante anche, stasera abbiamo visto un po' oltre ma al momento l'esplorazione finisce qui. Facciamo il rilievo e prendiamo i dati che servono per registrarla al Catasto, poi visto che è ancora presto decidiamo di fare una battuta nel bosco li a fianco per vedere semmai riuscivamo a trovare qualche buco promettente. Volevo anche trovare il Pozzo della Michelina che almeno da Catasto avrebbe dovuto essere li vicinissimo. Il carsismo esterno di questa zona è molto accentuato con i suoi fitti crepacci che ogni tanto, nascosti dalle foglie inghiottono qualche piede facendoci rompere la quiete notturna. Riusciamo a trovare la continuazione a monte della nostra grotta ma dopo alcuni metri chiude ancora di fronte a un mucchio di terra ed immondizie. Del Pozzo della Michelina neppure l'ombra, chissà. Dovrebbe essere profondo qualche metro. Altro non troviamo, però ridiscendendo per la strada ci imbattiamo in un buco proprio a margine dell'asfalto del diametro di una decina di centimetri che attira la mia attenzione per il muschio umido sgocciolante che gli sta attorno. E infatti una corrente forte di aria calda viene su. Dentro si intravede una fessura impraticabile per un metro poi forse si allarga, sembra. Facciamo un giro sul bosco intorno per trovare un altro eventuale accesso ma nulla. E' ora di tornare a casa. Ci viene di chiamare la grotta che abbiamo esplorato "Pissigrotta" perchè è stata trovata per caso fermandosi a fare pipi nel bosco e ridà un po il termine pizzicare, grotta che pizzica, esattemente come alcuni spuntoncini di roccia nelle sue parti più strette. Rientriamo a casa poco dopo la mezzanotte, anche presto!.. e avventura è fatta anche questa sera. Valentina Tiberi

 

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Pissigrotta, esplorazione

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Rilievo della Pissigrotta

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Pissigrotta, prima della strettoia

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