Buso del Faganello, documentazione dell'inquinamento

Buso del Faganello, documentazione dell'inquinamento

04 sett. 2017  Oggi sopralluogo al Buso del Faganello, sul Monte Bertiaga, Lusiana, per continuare la nostra documentazione sulle grotte inquinate delle montagne a noi vicine. Il suo ingresso non lascia capire da fuori quale maestosità si celi al di sotto dei suoi bordi, dove può arrivare lo sguardo di un normale passante. E' noto il suo stato di inquinamento dovuto ai rifiuti solidi che vi sono stati sversati dentro in abbondanza. Ci caliamo per 30/40 metri fino a mettere piede sul consueto cono di immondizie. Come nelle altre grotte documentate: Sprunch, Brutto Buso, Buso della Bocchetta, c'è di tutto: da vecchi copertoni a resti di animali, sedili di auto, fioriere, materassi, valige, lamiere, sacchi pieni di rifiuti domestici, resti di animali di ogni tipo. La squadra di oggi è composta ancora da me e Silvia Carlesso, ormai ci possiamo definire la squadra "scoasse" (immondizie), visto che finiamo per andare insieme sempre in questo tipo di grotte. Stiamo documentando queste situazioni con imamgini e video che possano dare concretezza a situazioni finora spesso solo immaginate, tanto discusse ma da pochi viste nella loro cruda essenza. Le tante parole che si sprecano nei vari ambiti su questo argomento spesso cadono nel generale, nel vago, nell'inesattezza e nei luoghi comuni di qualcosa che non si ha mai nemmeno visto attraverso un'immagine. Stiamo andando ad immergere gli scarponi dentro l'inferno di sporco di alcune grotte per divulgare qualcosa che si sta dimenticando, sconosciuto per la maggiorparte delle persone che vivono nel nostro territorio, qualcosa da cui ci stiamo allontanando nell'idillio di una montagna incontaminata. Organizzeremo presto un evento divulgativo per portare direttamente alle persone queste situazioni, con l'unica speranza di sensibilizzare maggiormente ciascuno ad un maggiore rispetto per l'ambiente. Spesso infatti ce la prendiamo con i vari enti pubblici accusandoli di non essere in grado di affrontare adegatamente il problema dei rifiuti. Ci dimentichiamo sempre che quei rifiuti sono i nostri, sono il frutto delle attività quotidiane di noi tutti e dunque il cambiamento non può che partire ciascuno dal proprio. Noi speleologi facciamo sempre fatica a fare capire a chi non frequenta il mondo sotterraneo cosa riservi il cuore delle nostre montagne. Una grossa fetta di colpa sono gli inossibabili muri concettuali fatti di luoghi comuni in cui la maggiorparte delle persone si adagia. Speriamo che questa documentazione scalfisca almeno un po' le sensibilità più riluttanti. Non è solo  "l'acqua che berremo", è l'acqua che abbiamo bevuto, che beviamo e che berremo. Valentina Tiberi

 

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