Dietro ai passi di Gulliver dentro il Grappa fino a Marostica

19 ago. 2014  Forse chi ha chiamato "Gulliver" la grotta che abbiamo sceso domenica scorsa, lo ha fatto immaginando di fare attraverso essa, un viaggio incredibile nel cuore del Monte Grappa.. Ed effettivamente non si può dire che non sia stato così visto che questa cavità, con le sue verticali scavate dall'acqua scende per più di 400 m di profondità occupando il terzo posto nella classifica delle grotte più profonde del massiccio. Domenica, il nostro gruppo di Barbastrji ha voluto organizzare una visita a questa cavità, guidati dal nostro Presidente Maurizio (Buba) Mottin che ne è stato uno dei principali esploratori all'epoca in cui il Geo di Bassano era impegnato proprio nella scoperta ed esplorazione di questa grotta. Con noi anche un altro esploratore della grotta: Davide Michele Strapazzon. Abbiamo così composto una squadra di 8 speleologi. Oltre ai già citati ed alla sottoscritta erano presenti del nostri gruppo: Aurora Costenaro, Silvia Carlesso, Massimo Santini e Nicolò Barison, il nostro speleologo apprendista. Con noi anche Ludmilla Harabajiu del Geo CAI Bassano. 

 

DSC00114

 

Questa grotta si trova sui Colli Vecchi non molto distante dall Abisso di Monte Oro che scende per quasi mezzo chilometro e all'Abisso del Sole Nero.  Una zona insomma molto interessante dal punto di vista del carsismo profondo. Entrati in grotta in mezzo al pascolo di tranquille mucche, qualcuno è sceso fino a -200 m di profondità, altri fino a -60. E' una cavità fatta di saltini di qualche metro, spezzati da un maestoso Pozzo da 60 m di verticale a cui fanno seguito altri pozzi. Chi è arrivato fino a -200 ha fatto tappa al Campo attrezzato con tenda, dormiben e sacchi a pelo lasciati là per il riposo di chi scende più giù a continuare le grandi esplorazioni. E' lacqua, immancabile con le sue cascatelle ed i rivoli a stampare sulla roccia i passi di Gulliver verso l'ignoto. Solo nelle sale che partono dal "Trivio" non se ne sente più il rumore e bellissime concrezioni calcaree fanno da guardia al silenzio. Bellissima l'uscita sotto le pennellate di un tramonto rosso come non se ne vedeva da molto tempo. Ma l'avventura per i nostri speleologi non è finita qua visto che dopo appena 24 ore  siamo tornati in grotta a Marostica! Doveva essere una giornata di esplorazioni ma il meteo non ci ha aiutati. Siamo così finiti a far foto e a vedere la condizione dell'acqua e della fauna di alcune cavità  naturali ed artificiali del marosticense. Nelle foto sotto, Nicolò Barison nel sottosuolo della Val d'Inverno e di San Luca. 

Valentina Tiberi

 

P1010228  P1010235

P1010215

P1010232

 

 

Joomla templates by a4joomla