Ancora esplorazioni allo Spaurassetto

Ancora esplorazioni allo Spaurassetto

12 feb. 2018  Sabato siamo tornati in Grappa per spingere un po' più in là le esplorazioni in un ramo dell'Abisso Spaurasso: lo Spaurassetto. E' un meandro lungo una sessantina di metri che si stacca dalla Lunga via del Silenzio, il maestoso canyon con cui inizia questo abisso che si apre quasi in punta al Grappa. In fondo allo Spaurassetto un grande accumulo di detrito blocca ogni possibile prosecuzione e sono ormai tanti anni che si scava per tentare di vedere dove porti questa via. Qualcuno pensa che fosse la prima grotta, il primo embrione dello Spaurasso che, così come lo conosciamo oggi, con i suoi -600 m di profondità, si sia formato successivamente. Un'ipotesi è quella che ci vedrà un giorno sbucare in un'altra, sconosciuta grotta.

Siamo io e Maurizio Mottin. Ci aspetta una bella giornata di sole e la neve caduta fino a qualche ora prima. Il Grappa imbiancato è sempre uno spettacolo, incorniciato da un panorama mozzafiato di cime azzurre e bianche. Via dunque di ciaspole sul sentiero già in parte pestato da qualche escursionista che ci ha preceduto. La neve è perfetta, bellissima e lascia ammirare piste di animali e sequenze di buchi sciolti che forse celano grotte chissà. Quella è tutta una zona che butta fuori aria calda in inverno. Poi eccoci all'ultima, immacolata rampetta sul versante fino all'ingresso. I sacchi sono belli pesanti, carichi di batterie del trapano perchè vogliamo darci davvero dentro a questo giro. E' troppo tempo che vediamo sempre uguale il limite ultimo dello Spaurassetto anche perchè lavorarci è sempre stato impegnativo sia per gli spazi ridotti sia per il freddo pungente e lo stillicidio diffuso.

Sabato invece vi troviamo una temperatura mite e non c'è nemmeno la solita corrente d'aria. Misteri che forse un giorno comprenderemo. Alla fine scaviamo 5 ore di fila non fermandoci mai e finalmente facciamo un po' di strada in mezzo alla frana che tutto blocca. Riesumiamo una curvetta del meandro ed ora finalmente abbiamo la sensazione di aver spinto più in là il limite di questa via avvicinandoci sempre più al giorno in cui da qualche parte oltre il deposito dovremo pur sbucare. Usciamo che è ormai notte. Ci accoglie una nuvola bassa che copre la vista della pianura che sarebbe stata bellissima con tutte le sue luci, poi giù per festeggiare il grande lavoro di oggi con una bella pizza ed un brindisi. Valentina Tiberi

 

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